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Colpo di scena vaccini, Zaia: “Basta la dose unica”

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Naufragata l’ipotesi di acquisto autonomo di vaccini da parte del Veneto, Luca Zaia sgancia la bomba della dose unica: “vacciniamo all’inglese”. Una sola dose quindi. Anche il Premier Draghi e l’Agenzia europea del farmaco si stanno orientando verso questa modalità. I primi dati scientifici indicano che nella maggioranza dei casi una solo iniezione è sufficiente

Tramontata l’ipotesi d’acquisto autonomo da parte del Veneto di partite di vaccini sul mercato parallelo, Luca Zaia non si arrende e sgancia la bomba della dose unica: “vacciniamo all’inglese”. Significato: una sola dose invece di due. Una posizione, quella che sta assumendo in queste ore Venezia, destinata a fare scalpore. E conseguenza forzosa della penuria di vaccini. “Meglio vaccinare un po’ meno, ma un po’ più gente” – spiega il governatore Zaia. Aggiungendo: “Anche il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie sottolinea come i guariti di Covid abbiano comunque avuto una reazione anticorpale. Quindi, che una sola dose in questi casi possa bastare”.

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Si rafforza in Luca Zaia la convinzione per mettere al sicuro l’economia veneta l’unica soluzione sia l’immunizzazione di gregge tramite vaccino

Spariti i mediatori per il vaccino Pfizer, che avrebbero dovuto assicurare al Veneto 27 milioni di dosi in più, Venezia tenta di rimodulare la propria strategia mantenendo l’obiettivo. La vicenda del lockdown improvviso della montagna imposto dal ministro della Salute Speranza ha mostrato a tutti come nell’arco di una notte e con un tratto di penna interi settori della nostra regione possano essere messi in ginocchio. Si rafforza quindi in Luca Zaia e nella governance del Veneto la convinzione per mettere al sicuro l’economia veneta l’unica soluzione sia l’immunizzazione di gregge tramite vaccino. Ma la penuria di fiale è un ostacolo insormontabile per il raggiungimento di questo traguardo.

Lo stesso premier Draghi sta iniziando ad acquisire informazioni sulla questione

I vari paesi che stanno adottando la modalità della dose unica di vaccino, tipo la Scozia, in realtà stanno diffondendo dati confortanti. Sia per il vaccino prodotto da Pfizer che per quello prodotto da AstraZeneca, i risultati mostrano una percentuale di immunizzazione molto alta anche con un’assunzione singola. In Israele la cosa pare funzionare. Lo stesso premier Draghi sta iniziando ad acquisire informazioni sulla questione, che sarà al centro dell’odierno summit europeo.

“I vaccini non vanno lasciati in frigorifero, non possiamo tenerli fermi”

In quest’ottica, il vaccino AstraZeneca risulta essere il più utile, poiché prevede l’assunzione della seconda dose dopo 3 mesi, non dopo 3 settimane come con Pfizer, mantenendo un efficacia del 60% anche con dose singola. Tanto che il veneto Giovanni Pavesi, ex direttore generale dell’Ulss di Vicenza ora a capo della Sanità della Lombardia, dichiara che la sua regione non accantonerà per il momento seconde dosi: “I vaccini non vanno lasciati in frigorifero, non possiamo tenerli fermi”.

Nel frattempo sono gli stessi produttori dei vaccini a non permettere alcuna programmazione

Ora è da capire se le regioni abbiano la facoltà di decidere in autonomia la modalità della terapia. L’Agenzia europea del farmaco sembrerebbe orientata a sostenere la dose unica, ma la burocrazia, si sa, sottrae tempo prezioso. Nel frattempo sono gli stessi produttori dei vaccini a non permettere alcuna programmazione. Disarmante infatti la nota rilasciata da AstraZeneca: “Non siamo ancora in grado di fornire previsioni dettagliate per il secondo trimestre sulle consegne di vaccini”. Si naviga a vista.

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