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Zaia: “No al passaporto vaccinale”. Ma in realtà è un sì

Il Governatore del Veneto esprime la propria contrarietà al passaporto vaccinale, definendolo una discriminazione. Ma lascia intendere che ci si avvia all’esatto contrario: “Vedrete cosa succederà: avremo una parte del mondo in cui gli Stati saranno Covid free mentre noi no”

Quelle del consenso sono acque inebrianti per ogni politico. Ma se quel consenso viene dalla propria attività di governo, solo marinai esperti sono in grado di solcarle. Un conto è fare il politico che le spara grosse, un altro è fare il presidente di una regione che i numeri di una nazione. Ci vuole infatti un istante per finire in secca. Al di là del legittimo giudizio che ciascuno può avere sul governatore del Veneto Luca Zaia, sarebbe malafede non riconoscergli la straordinaria capacità di saper solcare questo mare con abilità ed evidenti successi. Le cifre elettorali lo raccontano meglio di qualsiasi considerazione. Poi però è arrivato il Covid e le cose si sono parecchio complicate. Lo mostra come oggi Luca Zaia ha affrontato il tema del passaporto vaccinale.

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Pure uno bravo come Zaia ha dovuto districarsi tra queste mille questioni, che il virus non permette più di tenere assieme una con l’altra

Alla propria salute la gente tende infatti a tenerci parecchio. Alla propria salvezza poi, ancor di più. Così come un imprenditore, un artigiano, un negoziante ci tengono al lavoro che gli dà il pane. Il problema del Covid è proprio questo: ha preso tutte queste cose e le ha messe in contrasto tra loro. Se fai uscire la gente, ci si ammala. Se chiudi tutto, è la rovina. Non se ne esce. Pure uno bravo come Zaia ha dovuto districarsi tra queste mille questioni, che il virus non permette più di tenere assieme una con l’altra. Ed ecco la spiegazione di alcune repentine virate a cui abbiamo assistito in questi mesi: il Luca Zaia che chiede di tenere aperte le attività, il Luca Zaia che invita la gente a rimanere chiusa in casa. Il Luca Zaia che critica la gente perchè va in giro, il Luca Zaia che di certo non si sogna di fare ordinanze di chiusura che potrebbe benissimo fare. Meglio le scuole aperte. Anzi no, sono quelle che fanno salire i contagi. Un continuo doversi adeguare, in base all’evolversi della situazione. Ecco perché non stupisce il capolavoro di equilibrismo usato oggi dal “Doge” rispetto alla questione del passaporto vaccinale.

“Andrà a finire così. Stiamo qui a discutere del passaporto vaccinale e vedrete cosa accadrà. Avremo una parte del mondo in cui gli Stati saranno Covid free e su di noi metteranno Rt”

“Penso che lo stato vaccinale finirà sul passaporto – afferma Luca Zaia. “Una discriminazione? Si, perché c’è chi non si può vaccinare, e deve avere diritto a viaggiare come gli altri”. Il governatore esprime quindi la propria contrarietà all’ipotesi di trascrivere l’avvenuta o meno vaccinazione sui documenti di una persona. Ma se si prosegue nel suo ragionamento, si comprende poi come questa sia unicamente la sua posizione personale. Quella istituzionale infatti è ben differente: “Però è inutile fare tutte queste elucubrazioni. La verità va nella direzione che se non sei vaccinato ci saranno delle strutture che non ti permettono di accedere. O guardiamo in faccia la realtà – prosegue Zaia – o apriamo un salotto per discutere una vita sull’opportunità o meno. Condivido tutte le riflessioni che si fanno sul tema, ma il mondo va in un’altra direzione. Se non ci organizziamo arriveremo buoni ultimi un’altra volta. Andrà a finire così. Stiamo qui a discutere del passaporto vaccinale e vedrete cosa accadrà. Avremo una parte del mondo in cui gli Stati saranno Covid free e su di noi metteranno Rt. Vedremo poi come finirà il turismo”.

In attesa del prossimo capitolo, rimane la sensazione che la pandemia modificherà in maniera irreversibile il nostro vivere. E di certo non in meglio

Riassunto estremo sul passaporto vaccinale: per Zaia sarebbe un no, ma sempre per Zaia ci si arriverà comunque, perciò tanto vale organizzarsi. Il governatore quindi prendendone garbatamente le solo personali distanze, ci anticipa che sui nostri documenti sarà trascritto lo stato vaccinale. E che in base a questo si potranno o non potranno fare cose. La verità è che già da tempo la governance del Veneto si è convinta che in una regione come la nostra alcuni asset strategici, si pensi al turismo, potranno sopravvivere solo se ci si presenta al mondo come territorio “Covid free”. A Venezia per preservare la nostra economia puntano quindi tutto sull’immunizzazione di gregge tramite vaccino. Il che spiega l’intensa attività di Zaia sulla questione dell’acquisto autonomo di vaccini da parte del Veneto. In attesa del prossimo capitolo, rimane la sensazione che la pandemia modificherà in maniera irreversibile il nostro vivere. E di certo non in meglio.

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