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Zaia e la «rivoluzione territoriale della sanità» grazie all’autonomia

Zaia parla di come rifondare la sanità veneta dopo la pandemia, anche sfruttando le risorse che verranno dall’autonomia, che sembra sempre più vicina

Durante la consueta conferenza stampa, il governatore Luca Zaia, ha ripercorso gli ultimi due anni, caratterizzati dalla pandemia, in cui anche la sanità ha risentito moltissimo. Le sue parole sono categoriche: «La pandemia ci ha insegnato che la sanità pubblica deve cambiare radicalmente».

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Occorre anche sottolineare i primati del Veneto, che sono stati davvero molti, a partire dai primi test salivari «al mondo» fino ad arrivare ai tamponi antigenici che hanno battuto sul tempo chiunque. Eppure, secondo Zaia si può fare ancora meglio. Soprattutto se, come sembra, l’autonomia è sempre più vicina.

Più posti letto e una cultura assistenziale diversa, più capillare: sarà questa la nuova sanità veneta secondo Zaia

Bisognerà sicuramente aumentare i posti letto, e fare numerosi investimenti in modo che la sanità veneta possa andare nella direzione della telemedicina, l’intelligenza artificiale e, soprattutto, verso un rafforzamento sostanziale della sanità territoriale. Lo ha ribadito anche il presidente Zaia nel suo intervento.

«Questo Paese ha l’obbligo morale che il decreto ministeriale sui posti letto per abitante vada cambiato, ce ne vogliono di più; bisogna investire nei professionisti, nelle assunzioni e negli stipendi, per essere più professionalizzanti e più attrattivi, perché la sanità da una visione analogica deve andare verso una sempre più digitale e fortemente orientata sull’intelligenza artificiale. Il che non vuole dire meno professionisti, ma sappiamo che le nuove tecnologie permetteranno di curare meglio e di assistere meglio».

Ospedali di comunità e hub per stare il più possibile vicino ai cittadini in difficoltà, ma il Pnrr non basterà a coprire i costi

Anche l’assessore regionale Manuela Lanzarin ha ricordato come il Piano nazionale di ripresa e resilienza fungerà da finanziamento. Saranno 30 ospedali di comunità e 99 case della comunità a essere interessati dal provvedimento. Si tratta di strutture che possono essere molto d’aiuto a coloro che soffrono di patologie croniche.

Esistono poi, quasi un centinaio di “case di comunità hub”, nuovissime strutture nel panorama della sanità veneta. Si tratta di luoghi fisici che garantiscono un presidio medico h24, con medici e infermieri dedicati. Qui si potranno trovare anche ambulatori specialistici, dallo psicologo al fisioterapista.

Anche l’autonomia autostradale è molto importante in quest’ottica di ricerca fondi e futuro sviluppo

Si parla quindi di un assetto tutto nuovo per la sanità veneta, che però avrà dei costi molto alti, che il solo Pnrr non riuscirà a colmare. In questo contesto si inserisce l’autonomia autostradale, elemento cardine del recente asse strategico veneto-emiliano, per implementare l’economia.

«Sulla salute si gioca anche l’economia futura del Paese. Con l’autonomia si possono fare un sacco di cose. Per esempio se facessimo la holding autostradale veneta, probabilmente gran parte di quegli utili potremmo dedicarli al sociale. E non solo a fare asfalti che non ce ne servono più tanti ormai» sono le parole di Zaia sulla questione.

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