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Preside ‘controlla’ vestiti allieve, 300 in sciopero a Vicenza

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Oltre 300 studenti questa mattina hanno deciso di aderire allo sciopero indetto al liceo “Fogazzaro” di Vicenza. Sembra quasi che secondo gli studenti, quasi sempre organizzati da sigle politiche, nel vestirsi non vogliano più accettare il semplicissimo concetto del “decoro”

L’ennesimo sciopero degli studenti rispetto al decoro nel vestirsi a scuola. I modi, oramai in tutta Italia, hanno il tenore del ricatto. Questa volta è toccato a Vicenza. Sembra quasi che secondo gli studenti, quasi sempre organizzati da sigle politiche, non vogliano più accettare il semplicissimo concetto del “decoro”. Si dice amareggiata la dirigente dell’istituto Fogazzaro di Vicenza, Maria Rosa Puleo, per la manifestazione di protesta messa in atto oggi dagli studenti. “Ho appreso dello sciopero dagli organi di informazione – ha detto, contattata dall’ANSA. Non mi sembra un comportamento corretto per chi come me ha sempre cercato un confronto diretto con gli studenti. Dispiace constatare che non hanno avuto il coraggio di affrontare un dialogo”.

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“In oltre 10 anni non sono mai dovuta arrivare a un regolamento specifico ma questa volta lo farò”

Ad amareggiare in particolare Puleo è stato il resoconto di quanto sarebbe avvenuto all’interno di una classe, nella mattinata del 27 maggio scorso. Episodio che ha poi portato allo sciopero odierno. “Anche in quel caso – continua – l’intenzione era quella di affrontare il problema legato all’abbigliamento. Una parte degli studenti ha capito, se è vero che quella classe si è ‘spaccata in due’ e metà di loro oggi non ha aderito allo sciopero. In oltre 10 anni non sono mai dovuta arrivare a un regolamento specifico ma questa volta lo faro’. Invitando il Consiglio d’Istituto a scrivere una proposta di regolamento”.

Le accuse, pretestuose persino nella scelta semantica, sono di dichiarazioni “sessiste, grassofobiche e paternaliste”

Oltre 300 studenti questa mattina hanno deciso di aderire allo sciopero indetto al liceo “Fogazzaro” di Vicenza. Le accuse, pretestuose persino nella scelta semantica, sono di dichiarazioni “sessiste, grassofobiche e paternaliste” pronunciate dalla dirigente nei confronti di alcune allieve. Dalle 9.00 in poi i ragazzi, con un’alta percentuale anche maschile, si sono radunati all’esterno della scuola, situata in contrada’ Burci’ nel centro storico della città. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, allo sciopero, che proseguirà sino in tarda mattinata, hanno partecipato anche i rappresentanti di altri istituti del capoluogo berico. Tra cui quelli del liceo Pigafetta e del liceo Quadri. Durante la protesta sono stati esposti alcuni striscioni, uno dei quali diceva: “Scioperiamo per il vostro buongusto”.

Alcune studentesse avevano raccontato di come la preside le avesse costrette ad alzarsi in piedi per controllare il loro abbigliamento. Per poi sanzionare, tramite note disciplinari, chi ritenesse vestita con abbigliamento non adeguato al contesto. (fonte: ANSA).

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