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A Verona lo spettacolare mistero di Castel San Pietro avvolto dalle fiamme

Alle 23 di lunedì sera uno spettacolo inaspettato e mozzafiato ha suscitato lo stupore di molti veronesi e di numerosi turisti: Castel San Pietro, caserma di epoca austriaca che domina la città di Verona, luogo tra i più amati della città, sembrava completamente avvolto da un gigantesco rogo

E’ successo tutto in un istante, alle 23 esatte di lunedì sera. Un’immagine che rievoca suggestioni antiche di castelli e fiamme, di miti, battaglie e odio medioevale. Per chiunque avesse deciso di alzare il naso da terra in quell’istante, lo spettacolo che si presentava sulle colline che dominano Verona era mozzafiato: un Castel San Pietro, caserma in realtà non medioevale ma austriaca ed ottocentesca, completamente avvolto da fiamme rosse come l’inferno. Sui social girano vari video. In uno di essi sono chiaramente ritratti dei turisti stranieri sbalorditi dal potente e inaspettato spettacolo che corrono a mettersi in posa con alle spalle il gigantesco rogo. Ad un certo punto anche 4 potentissimi boati hanno squarciato il silenzio di quella che altrimenti sarebbe potuta essere una tranquilla serata. Chi è stato? E perché? In molti se lo stanno chiedendo.

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Una sorta di grande e impressionante spettacolo, nel luogo più bello della città. Probabilmente non scelto a caso

In realtà si è trattato solo di una coreografia: torce da stadio, nulla di più. Ma a decine. Nessun danno e nessun rogo per la monumentale costruzione militare quindi. Solo una sorta di grande e impressionante spettacolo, nel luogo più bello della città. Probabilmente non scelto a caso. Quando si parla di miti medioevali in relazione al suggestivo luogo, infatti non si sbaglia: quello fu il punto più amato dal leggendario, da Verona alla Scandinavia, Re Teodorico il Grande. Che lì costruì il suo Palazzo, che lì eresse le sue cattedrali di culto ariano: San Giovanni in Valle. Dove “in Valle” sta per “dentro al Vallum Gothorum”, ovvero dentro allo scomparso Castello degli Ostrogoti. Prima ancora, in quel pezzo di collina sull’ansa dell’Adige intriso di passato vi era stata un’antica necropoli pagana. Probabilmente anche un tempio dedicato a Giove. Uno spettacolo evocativo quindi nel luogo forse più antico e leggendario della città. E questo chi ha organizzato il blitz lo sapeva bene: i simboli e i simbolismi vivono di miti così come i miti si alimentano, per esistere, di simboli e simbolismi.

“Da Verona un augurio di una calda nottata e un’altrettanto calda giornata domani agli operai di Trieste”

In realtà con il passare delle ore pare rendersi chiara la matrice di questa spettacolare azione: poco prima una folla di migliaia di persone si era radunata in piazza Bra in segno di protesta contro la violenta repressione da parte della polizia dello sciopero pacifico dei portuali di Trieste. Immagini che se passate in sordina in Italia, hanno in realtà fatto il giro del mondo. Qualche ora dopo, le colline di Verona si sono incendiate come se colpite dal napalm. E con esse Castel San Pietro. Il nesso è altamente probabile. Su facebook è apparsa anche quella che pare una rivendicazione, che recita così: “Da Verona un augurio di una calda nottata e un’altrettanto calda giornata domani agli operai di Trieste e a tutti coloro che in Italia stanno contestando questo governo di pupazzi. Contro la dittatura della sinistra cavial-totalitaria, contro i crumiri traditori dei sindacati, contro l’informazione schifosamente asservita, contro i ministri col feticcio dell’URSS e contro una forza pubblica incapace di risolvere qualsiasi problema di ordine pubblico ma precisa, cinica e brutale contro gli operai che difendono il loro lavoro. Per la libertà, per il lavoro, per il popolo”. A prescindere da come la si pensi, la protesta in questo caso è stata davvero qualcosa di mai visto prima.

La redazione

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