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Gli angoli nascosti del Veneto: Verona e la leggenda del ‘pozzo dell’Amore’

Non solo Romeo e Giulietta, ma anche Corrado e Isabella: esiste a Verona un antico pozzo nascosto che racconta una triste ed appassionata leggenda d’amore

Quanto spesso, concedendoci una giornata tranquilla passeggiando per le vie delle nostre città, scopriamo piccoli angoli ai nostri occhi ancora inesplorati? Sebbene infatti vi siamo cresciuti fin da bambini, giocando con gli amici o andando a fare compere per le vie, ogni città continua a celare anche ai suoi affezionati cittadini dei tesori nascosti, delle chicche disponibili solo a chi sa concedersi un “tour” fatto in tutta calma, lontano dalla frenesia che spesso domina le nostre vite. Come nel caso della leggenda, animata da tragico ma profondo amore, che riguarda un antico e misterioso pozzo di Verona.

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Oggi infatti camminiamo per i vicoli del capoluogo Scaligero dove, a due passi da piazza Erbe, storia e leggenda si incontrano ancora, se pur questa volta senza disturbare la tragica vicenda Shakespeariana di Romeo e Giulietta. Incamminandoci in Vicolo San Marco in Foro, un luogo in pieno centro ma nascosto alle vie principali, ci possiamo imbattere in un piccolo pozzo di pietra. Nessuna pomposa decorazione, il pozzo appare di per sè molto spoglio se non per i piccoli omaggi che turisti e innamorati ‘imbrattatori’ hanno lasciato sotto forma di lucchetti o scritte a pennarello. L’unico ornamento degno di nota è in effetti un’incisione nella stessa pietra, raffigurante un uomo e una donna in procinto di cadere in una voragine, lo stesso pozzo appunto.

In uno dei suoi soggiorni in città il giovane Corrado si innamora perdutamente della bella Isabella Donati

E’ proprio dietro questa incisione infatti che si nasconde una leggenda che contribuisce a rendere Verona a tutti gli effetti la ‘città dell’Amore’, oltre alle vicende narrate dal Bardo inglese sulla faida tra Montecchi e Capuleti. Ci troviamo nei primi anni del XVI secolo, Verona è una città di riferimento per i sostenitori del Sacro Romano Impero in Italia sotto il saldo controllo dell’Imperatore Massimiliano I d’Asburgo (nonno del ben più famoso Carlo V). Come roccaforte Imperiale in Nord Italia, conteso allora con gli invasori Francesi, la città di Mastino e Cangrande diventa per forza di cose un crocevia di armigeri e valenti soldati che talvolta, se ne hanno l’occasione, risiedono dentro le mura cittadine. E’ il caso di Corrado di San Bonifazio, guerriero dell’Imperatore descritto come un giovane molto avvenente e sognatore, chiaramente è intuibile la sua provenienza da un paese della provincia ancora oggi presente nell’Est Veronese: San Bonifacio per l’appunto. In uno dei suoi soggiorni in città il giovane Corrado si innamora perdutamente della bella Isabella Donati, giovane dama di nobili natali che però non corrisponde i sentimenti e l’amore dell’armigero che brama conquistarla.

All’ennesimo rifiuto di Isabella, Corrado perde la testa

Dopo mesi di corteggiamenti spietati Corrado incrocia il proprio disperato amore proprio in Vicolo San Marco, in un cortile con un pozzo nei pressi di una chiesetta consacrata all’evangelista da cui il vicolo prende nome. All’ennesimo rifiuto di Isabella, Corrado perde la testa e accusa la dama di essere “Fredda come l’acqua di quel pozzo”. Schernendolo, la dama invitò quindi il giovane a gettarsi nel pozzetto, per vedere se l’acqua fosse tanto gelida come lui l’accusava. Contro ogni aspettativa il giovane, ferito nell’orgoglio, in un moto di stizza accolse la sfida della sua innamorata gettandosi per la disperazione nel pozzo gelido. Isabella, terrorizzata e smossa nel profondo del suo cuore dal gesto di quel bel soldato che in fondo era riuscito a conquistarla, si gettò subito dopo per seguirlo, scomparendo tra le acque abbracciata al bel Corrado, infine vincitore anche nella morte.

Una triste e romantica leggenda certo, che però fa ben intendere quanto le nostre città abbiano ancora molte storie da raccontarci, per chi sa porgere loro il dovuto rispetto ed incamminarsi in una continua ed umile ricerca per la scoperta del nostro territorio. E chissà che la prossima volta che vi troverete a passeggiare nel centro di Verona, imbattendovi in un pozzetto semi-nascosto, con un sospiro non chiuderete per un secondo gli occhi ripensando a quei flutti e a quell’amore che hanno legato alla città per sempre un giovane soldato e la sua bella.

Di Marco Scarsini

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