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Regione Veneto: bloccati i fondi pubblici ai negazionisti delle Foibe

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Una mozione approvata dal consiglio della Regione Veneto blocca i fondi pubblici ai negazionisti delle Foibe e dell’esodo giuliano dalmata. Contrario il voto della sinistra

Con una mozione passata in consiglio, la Regione Veneto blocca ogni forma di finanziamento o contributo a quelle associazioni che “si macchiano di riduzionismo o o negazionismo nei confronti delle Foibe e dell’esodo Istriano, Fiumano e Dalmata”. Primo firmatario del provvedimento, il capogruppo in regione di FdI, Raffaele Speranzon. La Regione Veneto chiude quindi i rubinetti ai negazionisti delle Foibe. Un tema ancora molto sentito qui in Veneto quello del dramma vissuto dai nostri connazionali in quelli che un tempo erano gli antichi territori della Serenissima. Tanto da approdare appunto al parlamento regionale.

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Purtroppo rimangono laceranti le vicende avvenute a Seconda guerra mondiale conclusa, quando i partigiani di Tito massacrarono decine di migliaia di italiani. Una gigantesca operazione di pulizia etnica. Che di fatto cancellò la secolare coesistenza pacifica tra le comunità italiane – nate nei secoli sotto sotto il vessillo di San Marco – e quelle slave. Chi conosce quelle zone, sa bene che là anche le pietre parlano veneto. Le cifre ufficiali parlano di 12.000 italiani massacrati, perlopiù civili. 350.000 furono costretti ad abbandonare per sempre le loro case e la loro terra.

Celebre l’episodio del “treno della vergogna”, con il latte della Croce Rossa destinato ai bambini del convoglio versato sui binari dai sindacalisti della CGIL

Al dramma della pulizia etnica, si aggiunse la vergognosa campagna politica lanciata contro i profughi istriano-dalmati. Celebre l’episodio del “treno della vergogna”, con il latte della Croce Rossa destinato ai bambini del convoglio versato sui binari dai sindacalisti della CGIL. Il documento della Regione cita esplicitamente il fatto. Assieme a molti altri. Lascia quindi perplessi il voto contrario alla mozione espresso invece dalla sinistra.

All’interno del provvedimento sono anche citati in maniera esplicita alcuni esempi di negazionismo, come “il Vademecum del Giorno del Ricordo che ha trovato il patrocinio di alcuni comuni con il quale si vuole diffondere una versione riduzionista della storia della pulizia etnica perpetrata dai partigiani titini”. Oppure “i convegni durante i quali viene auspicata la più totale censura di una verità storica che per decenni i politici, gli storici e gli intellettuali hanno nascosto”.

Raffaele Speranzon, capogruppo FdI: “Vergognoso, il voto contrario espresso dai banchi dell’opposizione”

Da ieri quindi la Regione Veneto si impegna “a sospendere ogni tipo di contributo finanziario e di qualsiasi altra natura (es. patrocinio, concessione di sale, ecc.) a beneficio di soggetti pubblici e privati che, direttamente o indirettamente, concorrano con qualunque mezzo o in qualunque modo a diffondere azioni volte a macchiarsi di riduzionismo, giustificazionismo e/o di negazionismo nei confronti delle vicende drammatiche quali le Foibe e l’Esodo, sminuendone la portata e negando la valenza storica e politica di questa enorme tragedia”.

L’esponente di FdI Raffaele Speranzon esprime “grande soddisfazione”per l’approvazione della mozione, ma critica duramente il voto contrario delle opposizioni: “Vergognoso, il voto contrario espresso dai banchi dell’opposizione”.

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