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Vaccini al Veneto, Nas in Regione. Zaia: “Li abbiamo chiamati noi”. Ma non è proprio così

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I carabinieri negli uffici della Regione per acquisire documenti sulla trattativa autonoma del Veneto per comprare i vaccini. Zaia: “Li abbiamo chiamati noi”. Ma non è proprio così. Cronaca della partita in corso tra Venezia e Roma. Dove il serenissimo Governatore ha in tasca uno scacco matto per ogni evenienza

Si arricchisce di colpi di scena la partita a scacchi del governatore del Veneto Luca Zaia per acquistare autonomamente partite di vaccini sul mercato internazionale. La giornata parte con la notizia bomba dell’inchiesta aperta dalla procura di Perugia rispetto alle trattative in corso e con la presenza dei carabinieri negli uffici della Regione. Una vera e propria acquisizione di documenti da parte delle forze dell’ordine per accertare chi sono questi proponenti e per capire la natura di questa trattativa al di fuori degli accordi con le autorità centrali. Sulla vicenda Zaia si affretta a rassicurare: “Ho chiesto io al dottor Flor di scrivere ai Nas per informarli dell’offerta e della nostra lettera ad Aifa, nell’ottica della leale collaborazione tra le istituzioni”. Ma non è proprio così.

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Si tratta di una mossa particolarmente avveduta perché asciuga qualsiasi possibile obiezione rispetto ad una trattativa sottobanco

In fondo due sono le qualità che hanno sempre caratterizzato l’azione e quindi la comunicazione di Zaia: temi sì dirompenti – tipo questo dei vaccini o l’autonomia – ma declinati con toni e modalità istituzionali; la straordinaria capacità, attraverso un raffinato meccanismo di leve, di trasformare situazioni difficili in punti di vantaggio. Basta seguire la sequenza dei fatti. Il 3 febbraio Luciano Flor, direttore generale della Sanità della Regione Veneto, scrive all’AIFA per avvisare della trattativa in corso con le case farmaceutiche. Si tratta di una mossa particolarmente avveduta perché asciuga qualsiasi possibile obiezione rispetto ad una trattativa sottobanco. Ma si tratta anche di un escamotage piuttosto furbetto che, pur dando la sensazione del voler collaborare con Roma, in realtà indirizza la comunicazione ad un ente tecnico. Che non ha quindi particolare voce in capitolo rispetto ad un tema completamente inesplorato e tutto politico. Subito dopo, il 12 febbraio, la Regione informa i Nas di aver scritto all’AIFA. L’agenzia del farmaco, declinando come era prevedibile ogni responsabilità, rimanda tutto al commissario Arcuri. E Zaia fa scrivere anche ad Arcuri per comunicare la volontà del Veneto di acquistare partite di vaccini in maniera autonoma.

La forza del piano di Zaia sui vaccini per il Veneto è proprio quella di essere sotto gli occhi di tutti

Insomma, la tattica di gioco scelta è piuttosto chiara: “noi abbiamo avvisato tutti, noi non abbiamo nascosto alcunché”. E la forza di questo piano è proprio quella di essere sotto gli occhi di tutti. Basta vedere come se la sta rivendendo a Venezia. “Nell’ottica di collaborazione tra istituzioni, ben venga l’operazione partita da Perugia – commenta infatti il governatore – perché chiarirà se abbiamo a che fare con dei millantatori nella trattativa. Sono molto ansioso di vedere l’esito di questa operazione dei carabinieri. Noi abbiamo fatto il nostro dovere. Non abbiamo avviato nessuna trattativa, non siamo andati al mercato nero né a rubare vaccini. Abbiamo semplicemente chiesto la validazione della trattativa. Qualcuno ci avrebbe potuto accusare se avessimo tenuto nascosto quello che stavamo facendo ma non è il nostro caso”.

Comunque vada, il Governatore ha in tasca uno scacco matto per ogni evenienza

Solo che un conto è mandare una comunicazione ai Nas in cui li si avvisa di una trattativa in corso, un altro è la Procura di Perugia che invia i Carabinieri nei palazzi della Regione. Non sei tu che li hai invitati per bere un caffè, è un giudice che te li ha mandati a casa per effettuare una verifica. Le due cose suonano diverse perché sono diverse. Ma Zaia questo lo sa benissimo. Non a caso, tutto il tenore delle dichiarazioni qui sopra. Con questa inchiesta si intravedono le prime avvisaglie del malumore del potere centrale, sino a questo momento stranamente silenzioso. Ma è proprio qui che si potrebbe chiudere la tagliola della strategia del “Presidentissimo”. Lo schema, a prova di cannone, è identico a quello dell’autonomia: se i vaccini per il Veneto saranno acquistati, Luca Zaia avrà conseguito un successo epocale. Se non ce la farà, lui ci avrà provato ma saranno stati gli altri a mettergli i bastoni tra le ruote. Comunque vada, il Governatore ha in tasca uno scacco matto per ogni evenienza.

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