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Veneto: stop alle operazioni con terapia intensiva. “Priorità alle vaccinazioni

Sospese le operazioni in Veneto se prevedono terapia intensiva, il personale deve occuparsi di vaccinazioni e tamponi. Come si è arrivati a questo punto?

Stop alle operazioni in Veneto. Non sono bastati due anni di pandemia e di emergenza a far correre ai ripari. Non sono bastate le situazioni sempre più gravi. La sanità veneta è sempre più in crisi, lo dimostra l’annuncio che è stato appena fatto dal direttore generale della Sanità della Regione Luciano Flor.

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«La decisione è stata presa per recuperare personale da destinare alle vaccinazioni». Ma anche tamponi e tracciamenti Covid. Si sta parlando dello stop alle operazioni chirurgiche che prevedono l’uso della terapia intensiva, a causa della mancanza di risorse. Risorse che, inspiegabilmente, non sono state ridistribuite in questi anni, così come sono mancati investimenti ad hoc.

Le nuove priorità della Regione Veneto: niente interventi chirurgici in virtù della crisi Covid e delle vaccinazioni

Ormai le priorità della Regione Veneto sono ben altre. Perché perdere tempo con le operazioni chirurgiche quando si possono occupare tutte le risorse per fare i tamponi, le vaccinazioni e i tracciamenti covid? Certo, i contagi sembra si stiano alzando al punto che Zaia ha annunciato che si rischia la zona gialla.

Ma la vera domanda resta un’altra. Come può essere possibile che dopo l’emergenza vissuta in questi anni ci si ritrovi ancora in questa situazione, ovvero a dover scegliere tra un’operazione programmata e una terapia intensiva Covid o una vaccinazione.

Stop alle operazioni in Veneto: una misura solo temporanea per arginare il pericolo covid

Secondo Flor si tratterebbe solo di una misura temporanea, niente di cui preoccuparsi dunque. Solo il tempo di dirottare il personale verso il contenimento del covid, priorità assoluta. Ci si chiede come questo andrà a impattare sulla vita quotidiana dei cittadini?

Non solo sono sospese tutte le operazioni chirurgiche che prevedono il successivo ricovero in terapia intensiva, ma persino tutte le attività giornaliere e settimanali di intervento medico. Tutto per mancanza di personale. Una situazione che poteva benissimo essere prevista e arginata con investimenti e misure adeguate.

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