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Lo spot dei sindaci dei Colli Euganei in difesa del Serpino

Con un video diventato ormai virale sui social, i sindaci dei Colli Euganei si schierano in difesa del Serpino, per combattere la variazione di etichettatura proposta dal Ministro dell’Agricoltura

«Il Serpino non si tocca!» è il grido che si leva unanime dai 15 sindaci dei Colli Euganei in difesa del vino frizzante, eccellenza del territorio. Il Serpino rischia di perdere la sua unicità con la nuova etichettatura che si sta valutando sul tavolo del Ministero dell’Agricoltura. Il Consorzio per la Tutela dei Vini dei Colli Euganei ha scelto un modo provocatorio e irriverente per manifestare il suo dissenso contro la nuova etichettatura.

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Grazie anche all’appoggio di 15 sindaci del territorio dei Colli Euganei ha prodotto un video che riprende il celebre spot sui profilattici in onda negli anni Novanta. I primi cittadini si alzano, uno per uno, in un’aula scolastica. Rivendicano così la paternità di quel vino, il Serpino, considerato un’eccellenza della regione. «È mio» ripetono a turno sottolineandone l’identità, l’unicità, la peculiarità. Il Serpino non è un vino che appartiene a ogni territorio, ma che nasce unicamente in queste zone.

Zaia scrive sulla sua pagina facebook che si tratta di una «iniziativa inedita che esprime una forte sinergia tra il Consorzio per la tutela dei Colli Euganei e i sindaci del territorio».

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, si augura poi che il video girato dai sindaci dei Colli Euganei in difesa del Serpino possa «scongiurare il rischio che il nome Serpino possa essere utilizzato da chiunque in Italia, spogliando i Colli di uno dei più identitari interpreti del territorio». Un augurio che è condiviso anche dal Consorzio stesso, che nel video sottolinea come il vino frizzante Serpino sia unico nel suo genere proprio grazie al territorio in cui viene coltivato.

«Grazie ai Colli Euganei, ai suoli, alla conformazione, ai microclimi» si legge nei titoli di coda del video. Ma non solo, il Serpino è unico anche grazie all’abilità di quei «produttori che ogni anno mettono in bottiglia l’essenza del loro territorio». E né i produttori né il consorzio possono permettere che il Ministero dell’Agricolura, con la sua modifica dell’etichettatura, permetta a chiunque di produrre un vino che ha una storia, un’identità, una terra.

Attraverso un video che riprende in modo provocatorio un’antica pubblicità, il messaggio arriva dritto al punto, senza giri di parole

Sono quindici i primi cittadini che non si sono tirati indietro quando si è trattato di metterci letteralmente la faccia nella lotta per la difesa dell’unicità del Serpino. Hanno girato un video che è diventato subito virale. Un video che però parla anche di orgoglio per l’eccellenza del proprio territorio. Ma anche della volontà di difendere l’unicità della propria terra. Una dote che ai veneti certo non manca.

Ecco chi sono i sindaci dei Colli Euganei che si sono schierati in difesa del Serpino. Luca Callegaro, sindaco di Arquà Petrarca. Francesco Corso, sindaco di Baone. Massimo Momolo, sindaco di Battaglia Terme. Massimo Campagnolo, sindaco di Cervarese Santa Croce. Paolo Rocca, sindaco di Cinto Euganeo. Davide Moro, sindaco di Due Carrare. Roberta Gallana, sindaco di Este. Riccardo Masin, sindaco di Galzignano Terme. Fabio Ruffin, sindaco di Lotto Atesino. Riccardo Mortandello, sindaco di Montegrotto Terme. Elena Sinigaglia, sindaco di Rovolon. Moreno Valdisolo, sindaco di Teolo. Filippo Legnaro, sindaco di Torreglia. Giuliano Martini, sindaco di Vo’. Bruno Natale, vice sindaco di Selvazzano Dentro. Stefano Peraro, assessore di Monselice. Giuseppe Bianchin, consigliere di Abano Terme.

Meritano di essere nominati uno a uno, come uno a uno hanno risposto, orgogliosamente, – nel video – che quel vino appartiene a loro. Che appartiene ai Colli Euganei.

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