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Maxi blitz dei Carabinieri: decapitata la nuova Mala del Brenta

Felice Maniero, storico esponente della prima Mala del Brenta

La chiamano “Mala del Brenta 2.0”, organizzazione criminale di stampo mafioso nata dalle ceneri della vecchia banda. Stamattina un blitz l’ha sgominata

Sono i carabinieri del Ros ad aver eseguito un’ordinanza di misure cautelari verso 39 persone, indagate per associazione a delinquere. Parliamo della nuova Mala del Brenta, che ha subito un importante scacco dalle forze dell’ordine.

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L’ordinanza applicativa è avvenuta col supporto dei comandi provinciali dei carabinieri di Venezia, Padova, Treviso e Rovigo, su ordine del tribunale di Venezia. Le accuse non si fermano ad associazione a delinquere, ma comprendono detenzione e porto di armi da fuoco, spaccio di stupefacenti, estorsione, rapina, usura e altri delitti, alcuni dei quali aggravati dal reato di associazione mafiosa. 

Contro la Mala del Brenta 2.0 i carabinieri hanno attuato un’importante rete di indagini

Un’indagine diretta direttamente dalla direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Venezia, che ha portato in luce elementi molto gravi elementi che sembrano portare alla ricostruzione dell’organizzazione mafiosa conosciuta come Mala del Brenta.

Questa “nuova” Mala del Brenta si sarebbe costituita a partire dal 2015 con la liberazione di alcuni esponenti della frangia di mestrini, ovvero una delle branche dell’organizzazione. Questi avevano passato un lungo periodo in carcere.

Si tratta di episodi criminali che vanno avanti da un decennio, complice lo scarceramento dei mestrini

Sono episodi criminali che riguardano gli ultimi 10 anni. In pratica il tentativo di riorganizzare la disciolta Mala, al cui vertice si trovava Felice Maniero. Sono appunto le scarcerazioni di alcuni membri della banda ad aver dato il via al tutto.

Il blitz, eseguito dai Carabinieri del Ros, è avvenuto all’alba di oggi, martedì 30 novembre. Hanno partecipato anche rinforzi provenienti da diverse regioni, ad esempio da Cuneo e da Siena.

Un loro obiettivo era quello di controllare l’ingente flusso turistico della laguna.

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