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Intervista a Sergio Berlato: “L’emergenza Covid? No, non ne siamo usciti migliori”

Sergio Berlato all'europarlamento di Strasburgo

L’europarlamentare di Fratelli d’Italia Sergio Berlato, alle Europee 2019 secondo per preferenze solo alla leader Giorgia Meloni, in questa intervista a Il Serenissimo-Veneto parla della attuale crisi Covid. Una critica dura e senza sconti alla gestione della pandemia da parte dei Governi Conte e Draghi. Che diventa feroce se si parla della “narrazione” dell’emergenza stessa e delle libertà personali perse: “Hanno abusato della buona fede di tantissime persone, utilizzando la loro paura di morire a tal punto da convincerli dell’inopportunità di continuare a vivere dignitosamente”

Onorevole Sergio Berlato, le interviste solitamente incominciano con una breve descrizione dell’intervistato ad opera dell’intervistatore. Sparigliamo: come si auto-descriverebbe e come si racconterebbe ai nostri lettori?

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Sono Sergio Berlato, attualmente al quarto mandato al Parlamento europeo dopo tre legislature già fatte presso il Consiglio e la Giunta regionale del Veneto. Tutte e sette le volte eletto tramite le preferenze personali, mai nominato dalle segreterie di partito.

Il mio impegno politico è sempre stato caratterizzato dal rispetto della legalità, dal contrasto alla corruzione nella pubblica amministrazione, dalla difesa dei valori e degli ideali che caratterizzano la destra politica.

Lei entra per la prima volta in Consiglio regionale del Veneto nel 1990. Si era ancora nella prima repubblica. Dal 1 febbraio 2020 è europarlamentare. Com’è ha visto cambiare la politica italiana in questi decenni? In meglio o in peggio? E nel Veneto?

Sono stato eletto per la prima volta nel 1990, nella parte finale della “prima Repubblica”, quando la politica aveva già cominciato a mostrare i segni di una inevitabile decadenza morale e valoriale.

Ritengo doveroso ricordare però che il periodo della “prima Repubblica” non ha rappresentato una fase solamente negativa.

Ricordo che la selezione della classe dirigente avveniva con criteri ben diversi rispetto a quanto avvenuto nelle Repubbliche successive.

Nella fase della prima Repubblica si faceva scuola di politica e scuola di amministrazione e la classe dirigente veniva selezionata dopo una serie di passaggi obbligati che accrescevano la capacità di governare e di amministrare.

Prima si frequentavano le sedi di partito e si imparava a mettere a disposizione il proprio volontariato, poi si diventava consigliere comunale, poi assessore comunale, poi consigliere provinciale, poi, i più capaci, venivano eletti in Consiglio regionale o in Parlamento.

Al giorno d’oggi c’è gente che si trova a fare il sindaco o il parlamentare senza neppure sapere cosa sia una delibera o una determina, rimanendo per tutta la legislatura in balia del proprio segretario comunale o dell’apparato burocratico.

Poi arrivò l’inchiesta di “mani pulite” che spazzò via la gran parte della classe politica di quel periodo.

A distanza di tanti anni, dobbiamo constatare che la corruzione nella pubblica amministrazione dilaga tanto quanto accadeva nella prima Repubblica con l’aggravante di vedere una nuova classe politica rappresentata dalle quarte linee nella prima Repubblica.

Non spetta a me dire se “si stava meglio quando si stava peggio” ma credo che il nuovo che avanza non sempre abbia dimostrato di essere migliore di quello che, in un modo o nell’altro, ha sostituito.

Esiste un “prima pandemia” nelle nostre esistenze e, ad oggi, non di certo un “post” ma piuttosto un “durante pandemia”. Le sue posizioni sono in forte controtendenza rispetto alla cosiddetta “narrazione comune”. Innanzitutto: novax, no green pass o entrambe le cose? E per quale motivo?

Io non sono un NO VAX e non sono un complottista.

Non mi ha mai appassionato l’idea di schierarmi a favore o contro le opposte tifoserie, a favore o contro i vaccini.

Ritengo mio dovere, anche per il ruolo istituzionale che ricopro, garantire a tutti i cittadini una corretta informazione per permettere loro di fare delle scelte libere e consapevoli.

Ritengo altresì mio dovere garantire a tutti il diritto di veder tutelate le proprie libertà individuali.

Questo governo di presunta salvezza nazionale sta negando il diritto ai cittadini di ricevere una corretta informazione, calpestando vergognosamente le loro libertà individuali.

Cosa non la convince della gestione e della narrazione di questa emergenza?

La narrazione ufficiale del pensiero dominante ci ha propinato una serie di falsità, usando il terrore come strumento per imporre divieti e restrizioni che i cittadini non avrebbero mai accettato in situazioni normali. Ci è stata raccontata una bugia sulle origini del Covid-19 che qualcuno voleva giustificare nel salto di specie del virus dal povero pangolino all’ignaro ed innocente pipistrello.

Solo adesso Cina, Stati Uniti e Francia ammettono che il virus è il frutto di una manipolazione ingegnerizzata in laboratorio “sfuggita per errore” dai laboratori cinesi a seguito di ricerche finanziate anche dai francesi e dagli americani.

Ci è stata raccontata una bugia sul numero dei morti causati dal Covid-19, attribuendo a questa moltissimi decessi provocati da ben altre patologie.

Ci è stata raccontata una falsità quando si è volutamente spacciato per malato chiunque risultasse positivo ai test la cui affidabilità meriterebbe ben altri approfondimenti.

Ci è stata raccontata una bugia quando, per indurre le persone a “vaccinarsi”, si è fatto credere che il “vaccino” potesse immunizzare chi si era convinto (o era stato costretto) a farsi inoculare queste sostanze geniche sperimentali. Le evidenze scientifiche ci hanno dimostrato che anche chi si è fatto inoculare queste sostanze contrae il virus e lo diffonde tanto quanto chi non si è fatto inoculare.

Ci è stata raccontata una bugia quando ci è stato imposto l’odioso strumento di ricatto rappresentato dal green pass all’italiana, dimostratosi non uno strumento di natura sanitaria ma uno strumento di natura politica ed economica.

Ci sono state raccontate tante altre bugie che vengono sempre più frequentemente smascherate dai fatti evidenti e dalle evidenze scientifiche.

Dopo aver costruito tutta la narrazione su tamponi, vaccini e green pass, assicurando tutti che questi strumenti ci avrebbero protetti dal virus, adesso il governo impone anche ai vaccinati di sottoporsi obbligatoriamente al tampone sia per viaggiare che per accedere ai luoghi pubblici.

Nonostante sia evidente il fallimento della scelta di puntare tutto sui “vaccini” per arginare l’emergenza sanitaria, tralasciando colposamente l’utilizzo delle cure domiciliari precoci che hanno dimostrato di ridurre dell’80% i ricoveri ospedalieri e di quasi il 100% i decessi da Covid-19, il governo prosegue imperterrito per la sua strada, negando le evidenze scientifiche e perseguendo obiettivi di natura politica ed economica.

Qual è a suo giudizio l’aspetto più grave?

L’aspetto grave consiste non solo nell’aver introdotto l’obbligo del green pass all’italiana che costringe i cittadini italiani, unico caso al mondo, ad esibire il certificato verde per poter andare a lavorare.

L’aspetto ancor più grave consiste nell’aver terrorizzato le persone a tal punto da convincerle a rinunciare a gran parte delle proprie libertà individuali con il pretesto dell’emergenza sanitaria. Ancor più grave è il fatto di aver imposto una “schedatura” che in questo caso è giustificata da un’emergenza sanitaria ma che presto sarà giustificata da un’emergenza ambientale, o economica, o sociale…

Come giudica il comportamento della stampa durante questi ultimi due anni? In molti, in verità sempre più isolati, denunciano la totale assenza di dibattito? Per quale motivo secondo lei? Condivide questa denuncia?

Sentiamo la mancanza di un giornalismo libero ed indipendente, capace di creare inchieste giornalistiche per far conoscere la verità ai cittadini, avendo il coraggio di andare anche contro il pensiero dominante.

In tutta questa fase di emergenza sanitaria, sono stati ben pochi i giornalisti che hanno osato andare contro corrente o parlare fuori dal coro.

Sentiamo ancor di più la mancanza di una magistratura libera ed indipendente. Anche se ci rifiutiamo di credere che tutti i magistrati siano come quelli descritti da Palamara, ci stupiamo dell’assordante silenzio che, almeno per il momento, regna nella magistratura italiana che avrebbe il dovere di chiedere il rispetto delle leggi, della Costituzione e dei diritti fondamentali di ogni cittadino.

Green Pass: tutela sanitaria o discriminazione?

Le evidenze scientifiche ci hanno dimostrato l’inutilità del green pass all’italiana sotto il profilo della protezione delle persone dal virus e del contrasto alla sua diffusione.

Oltre ad essersi dimostrato come un odioso strumento di ricatto e di coercizione surrettizia, il green pass si è dimostrato come un inaccettabile arma di distrazione di massa.

Finché in Italia si parla solo di vaccini e di green pass, si evita accuratamente di affrontare i veri problemi della nostra nazione, sia sotto il profilo economico che sociale che occupazionale.

Un esempio per tutti viene dalla scuola: nulla è stato fatto dal governo per ridurre l’affollamento nelle classi, nulla è stato fatto per favorire il ricambio dell’aria nelle aule, nulla è stato fatto per migliorare il servizio di trasporto pubblico, principale strumento che ha favorito gli assembramenti e la diffusione del virus.

Il green pass all’italiana si è dimostrato anche come un inaccettabile strumento di discriminazione tra cittadini, infrangendo i contenuti di specifiche normative europee.

Quali le sue azioni in sede europea in relazione a ciò che denuncia sui social?

Ho denunciato più volte alla Commissione europea, anche tramite interrogazioni urgenti, l’uso distorto che il Governo italiano sta facendo del certificato verde. Il green pass all’italiana non rispetta i dettami di cui al Regolamento UE n. 953/2021. Il regolamento specifica infatti che scopo del certificato verde non è quello di limitare la libera circolazione dei cittadini europei all’interno dei territori dell’Unione, soprattutto dal punto di vista turistico.

Il Regolamento europeo, vigente in tutti gli stati membri dell’Unione, specifica che nessuna discriminazione può essere operata nei confronti di coloro che non possono vaccinarsi o hanno scelto liberamente di non vaccinarsi.

Dal momento che il governo italiano non ha rispettato questo regolamento comunitario, ho invitato la Commissione europea ad attivare una procedura di infrazione contro il governo italiano per indurlo a revocare l’odioso strumento di ricatto rappresentato dal green pass all’italiana.

Il miglior merito dell’attuale Governo e la peggiore colpa dell’attuale Governo nella gestione della pandemia.

Va riconosciuto a questo governo di presunta salvezza nazionale di essere riuscito a sottoporre molti italiani ad una ipnosi collettiva con la quale sembra aver privato molti cittadini della capacità di riflettere e di porsi delle domande, aiutato dalla stragrande maggioranza dei mezzi di disinformazione asserviti al potere anche a seguito dell’elargizione a loro beneficio di notevoli quantità di aiuti economici.

La peggior colpa di questo governo, che non si è dimostrato di certo migliore dei due precedenti, è quella di aver terrorizzato a tal punto le persone, usando spesso dati manipolati ed alterati, allo scopo di indurle ad accettare o a subire privazioni delle libertà individuali nel nome del contrasto all’emergenza sanitaria.

Covid: Draghi o Conte? Chi butterebbe giù dalla torre? Perché?

Butterei giù la torre con entrambi, rimanendo nei paraggi per assicurarmi che non ci siano sopravvissuti politici.

Lo farei perché hanno abusato della buona fede di tantissime persone, utilizzando la loro paura di morire a tal punto da convincerli dell’inopportunità di continuare a vivere dignitosamente.

Fosse lei premier: cosa direbbe agli italiani nel suo primo discorso a reti unificate?

Comincerei a raccontare loro la verità, dando spazio agli scienziati e non alle virostar foraggiate dalle multinazionali farmaceutiche che passano più tempo a farsi intervistare dai mezzi di disinformazione che a curare i loro pazienti.

Ne siamo usciti “migliori”, così come ci si augurava sui social?

Purtroppo no. Quella che ci viene restituita è una società divisa nel profondo, dove famiglie e amici sono stati messi gli uni contro gli altri, in cui dominano sospetto, rabbia ed incertezza verso il futuro.

Covid: che responsabilità avverte in relazione al suo ruolo?

Ribadisco che il mio ruolo istituzionale mi impone di garantire a tutti una corretta informazione in modo che ognuno sia messo nelle condizioni di fare delle scelte libere e consapevoli.

Questo diritto è stato vergognosamente negato a tantissimi cittadini, soprattutto negli ultimi due anni, così come sono state colpevolmente ed imperdonabilmente calpestate le loro libertà individuali con il pretesto dell’emergenza sanitaria.

Di Carlo Cardona

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