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E’ Sarmede in provincia di Treviso la capitale dei non vaccinati

Sarmede, paese di circa 3.000 abitanti nella provincia di Treviso, detiene il record di non vaccinati

Il sindaco di Sarmede ci prova a spingere la campagna vaccinale nel suo paese: «Chiederò all’Ulss di riportare il camper vaccinale e spingere sull’informazione». Finora, meno della metà dei trentenni si è vaccinata. Ma anche nelle altre fasce di età la resistenza è fortissima. Una sorta di piccola capitale dei non vaccinati.

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Si tratta di uno dei più piccoli comuni della Marca trevigiana e ha il primato del più basso tasso di vaccinazione tra la popolazione in età lavorativa. Un record che non piace troppo al sindaco, Larry Pizzol. Eppure, secondo quanto riportato dal Corriere del Veneto, nelle parole del primo cittadino si vede la paura degli abitanti.

«Siamo un paese piccolo, ci conosciamo bene, e so che non è un paese no vax», dice. «Se qualcuno non l’ha fatto è per paura, questo anche a causa di informazioni contrastanti che sono arrivate nei mesi scorsi. È mancata l’univocità dell’informazione scientifica, e anche alcuni medici di base hanno avuto un ruolo nella scelta. C’è chi ha delle patologie e vuole approfondire. Alcuni hanno deciso invece di posticipare la dose per aumentare la protezione durante l’inverno e affrontare le insidie del Covid assieme all’influenza stagionale. Le prenotazioni, in questi ultimi giorni, stanno aumentando».

A Sarmede i più restii a vaccinarsi sono i trentenni

Più di ogni altra è la fascia dei trentenni a registrare una più bassa percentuale di vaccinazione, al di sotto del 50%. Non solo, però, sempre il Corriere del Veneto riporta tutti i dati: i quarantenni sono vaccinati per meno del 60%, mentre i cinquantenni non arrivano al 70%. Si tratta di tutte quelle persone che rientrano nella fascia di età lavorativo.

Certo, il primo cittadino Pizzol e il vicesindaco sono vaccinati, ma questo non sembra far cambiare idea alla popolazione. «Questo è un argomento sensibile che tocca molto da vicino la salute della popolazione I miei concittadini avevano paura, ora stanno capendo cosa è importante. Chiederò all’Usl di rafforzare l’informazione di riproporre l’ambulatorio mobile in camper, sperando che il nostro Comune possa riallinearsi agli altri», sottolinea il sindaco.

Si comincia con 500 prime dosi al giorno ma si pensa già alla terza dose per gli over 60

Dopo le pressioni mediatiche, la campagna vaccinale sembra avere avuto una piccola scossa anche qui. L’Ulss 2, infatti, sta somministrando circa 500 prime dosi al giorno a persone che prima non avevano aderito alla campagna vaccinale. La percentuale di trevigiani vaccinati cresce ogni giorno del 2%, per quanto riguarda le prime dosi.

Il direttore generale Benazzi, però, parla anche di terza Dose: «La terza dose per gli over 60 fa più fatica a partire ma sono sicuro che dal 2 novembre, quando saranno coinvolti anche i medici di base, la protezione aumenterà. E poi quando inizierà la campagna anti-influenzale potremo mettere in sicurezza la popolazione per entrambi i virus».

A 10 giorni dal Green Pass obbligatorio intanto, si tirano le somme tra sospensioni e rapide sostituzioni

Intanto è ormai più di una settimana che è in vigore l’obbligo del Green Pass per poter lavorare. L’Ulss 2 della Marca Trevigiana può tirare le somme per comprendere quali siano le criticità emerse da questo provvedimento. Sembrerebbe che tutti gli operatori non vaccinati abbiano fatto il tampone ogni 2 giorni, a proprie spese, pur di poter lavorare.

Questo non ferma le prime sospensioni. Benazzi stima che saranno almeno una quindicina gli infermieri a dover subire questo provvedimento disciplinare. Per sostituire gli infermieri privi di Green Pass che saranno sospesi, sono già pronte le assunzioni di giovani infermieri a tempo determinato.

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