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La coltellata di Salvini a Zaia: nessun sottosegretario al Veneto

salvini zaia veneto

Matteo Salvini presenta a Draghi la sua squadra per il Governo e il Veneto ne esce con le ossa rotte: nessun sottosegretario dalla regione dove la Lega Nord prende più voti. E’ faida. Lo schiaffo rifilato dalla Lega lombarda a Luca Zaia penalizza tutto il territorio, ora sottorappresentato. Rivolta nella base veneta, che ora vuole il congresso

“Qui comando io”. Suona più o meno così il messaggio che Matteo Salvini ha voluto recapitare a Luca Zaia. Non si spiega altrimenti la totale assenza di esponenti veneti tra i nove sottosegretari scelti dal Carroccio. La regione dove la Lega Nord – che qui si chiama Liga Veneta – macina percentuali che pure Putin sognerebbe di avere in Russia, viene di fatto pesantemente estromessa dalla composizione del governo. Chiaramente una faida. Da cui la corrente veneta di Luca Zaia esce con le ossa rotte, pesantemente bullizzata da Matteo Salvini e dalla corrente lombarda. Potrebbe sembrare solamente una bega di partito, ma in realtà la questione riguarda tutti quanti: ora il Veneto si trova gravemente sottorappresentato all’interno del Governo Draghi. Di certo scompare la corrente della Lega che guida la regione. Tradotto: meno attenzioni per il nostro territorio, meno fondi, meno opere, meno sanità, meno tutto.

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La coltellata alla schiena rifilata da Salvini a Zaia ha provocato nel Veneto una mezza rivolta della base della Liga. Difficile accettare un trattamento del genere. Difficile non considerare la cosa come una vendetta. Il Veneto porta alla Lega numeri a cui la Lombardia non si avvicina nemmeno lontanamente. Eppure tra i sottosegretari scelti da Matteo “il sovranista” ci sono emiliani, liguri, addirittura laziali quasi al confine con la Campania. Ma di veneti, nemmeno l’ombra. Persino Massimo Bitonci, ex sindaco di Padova, rimane a casa. Tutti erano certi di una sua nomina, poiché aveva già ricoperto l’importante ruolo di sottosegretario all’economia e poiché molto vicino a Matteo Salvini. Niente, ciccia.

Il sonoro schiaffo di Salvini alla corrente del “Doge” mette in una posizione molto difficile gli esponenti salviniani, ora guardati con il sospetto

Il clima fra Zaia’s boys e salviniani è adesso da resa dei conti. E l’arena per la resa dei conti perfetta sarebbe un bel congresso veneto. Che non a caso via Bellerio non fa organizzare da anni. Oltretutto il sonoro schiaffo di Salvini alla corrente di Luca Zaia mette in una posizione molto difficile gli esponenti salviniani qui nel Veneto, ora guardati con il sospetto. La fedeltà al leader è un conto, penalizzare la propria regione un altro. Particolarmente difficile la posizione del giovane – per molti troppo – commissario veneto imposto da Salvini, Alberto Stefani. Incapace di comporre la frattura, viene lasciato solo in quello che oramai è territorio nemico. Finché nelle sezioni trevigiane le mole per affilare hanno un gran daffare.

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1 Comment

1 Comment

  1. Luciano

    12 Marzo 2021 at 12:15

    Veneti svegliamci, rispolveriamola la nostra liga veneta e facciamo come il sudtirolo: caro Salvini vuoi I voti veneti? allora sappi che noi siamo la Liga e con noi puoi fare alleanze ma non comandare e i nostri voti te li faremo pesare altrimenti il Veneto se ne va per conto suo.
    BASTA UMILIAZIONI non sei il nostro capitano, sei SOLO il segretario della lega Salvini premier, noi siamo la LIGA VENETA!

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