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Sacrario Militare del Leiten sull’Altopiano di Asiago

Un luogo in cui riposano 60mila soldati della Grande Guerra che hanno combattuto sull’altopiano: il Sacrario Militare del Leiten

Domina l’altopiano di Asiago dall’alto, il sacrario militare sul colle Leiten. Lì, sono conservate le spoglie mortali di quasi 60 mila soldati che hanno perso la vita durante la Prima Guerra Mondiale, combattendo sulle montagne venete, per difendere i confini e il suolo italico ma anche ragazzi che si sono trovati sul fronte opposto.

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Progettato dall’architetto Orfeo Rosato, fu realizzato in marmo bianco del luogo, insieme all’opera straordinaria di scultori come Montini e Zanetti, che lo realizzarono, dandogli la forma che noi tutti conosciamo. Fu inaugurato il 17 luglio 1938.

La struttura di un monumento innalzato a chi ha combattuto sulle montagne dell’Altopiano di Asiago

L’esterno si presenta con una base quadrata di 8 metri per lato. Lo sovrasta una terrazza, dove si può accedere mediante due scalinate frontali; sul cui parapetto sono apposte frecce a indicare le cime e le località teatro di terribili battaglie. Tramite un’altra scala, invece, si può raggiungere la parte superiore con il maestoso arco trionfale che presenta al centro un’importante area votiva.

All’interno di questa imponente struttura si trova la cripta. Percorsa da due corridoi che custodiscono i loculi con i resti dei Caduti Ogni corridoio converge in una cappella ottagonale, dov’è presente un altare. Qui sono custoditi dodici soldati che hanno ricevuto la medaglia d’oro al valor militare.

Nel sacrario militare del Leiten riposano italiani e austroungarici, e un museo ne ripercorre la storia

Nel Sacrario militare del Leiten sono custoditi 33.086 caduti italiani; (tra cui 12.797 noti e sistemati in loculi singoli e nominali, mentre gli altri riuniti in tombe collettive). Ma sono raccolti e sepolti anche 18.505 caduti austroungarici (di cui 12.355 ignoti) provenienti dai cimiteri di guerra dell’altipiano.

C’è poi un museo nei pressi della Cripta, che espone numerosi cimeli raccolti sui campi di battaglia dell’altopiano; insieme a documenti e fotografie dell’epoca. Vengono illustrate sia le vicende belliche del settore montano, dall’Alto Adige al Brenta nel biennio 1915-16; sia quelle, più concitate e accanite, degli ultimi due anni 1917-1918, che hanno portato alla vittoria italiana.

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