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Rovigo si oppone al Green Pass

(foto di Martino Pietropoli)

Piovono i controlli Green Pass a Rovigo, e fioccano le multe. Molti i cittadini e gli esercenti che ignorano le misure del governo

La situazione che emerge a Rovigo dopo la stretta sui controlli ai Green Pass voluta dal ministro Lamorgese, è di una città che ha deciso per l’opposizione. Infatti, a Rovigo sono fioccate multe per le mancate verifiche dei Green Pass agli avventori dei locali da parte dei titolari.

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Non solo, negli ultimi giorni la Polizia amministrativa e sociale, dipendente dalla questura rodigina, in tandem con il Reparto Prevenzione Crimine di Padova, si è messa a controllare 2 sale scommesse, 3 palestre, 4 attività di ristorazione e un music-pub. In realtà una goccia nell’oceano.

Controlli Green Pass a Rovigo: in molti multati, tra clienti e titolari che si sono rifiutati di controllare

Quando in uno dei ristoranti sono stati trovati un cliente e un dipendente senza Green Pass, sono scattate le sanzioni: 400 euro per i clienti e 600 per il dipendente, per il titolare invece 400 euro per non aver controllato in modo accurato.

Anche gli altri controlli hanno fotografato la situazione di una città che non ci sta all’imposizione del Green Pass. Ben 3 frequentatori del music-pub sono stati trovati senza mascherina e multati. Insomma, se si fa una conta delle sanzioni, si nota che 70 persone sono state multate per non aver rispettato un qualche divieto.

La linea della Lamorgese impone alle forze dell’ordine di andare avanti con i controlli

Secondo il ministro Lamorgese la situazione in cui ci troviamo è “ancora molto delicata per la salute pubblica”. In più, invita le forze dell’ordine a continuare “a dare il massimo e ad agire con responsabilità ma anche con la necessaria fermezza, effettuando controlli più serrati sulla certificazione verde con una particolare attenzione alle aree e alle fasce orarie di maggiore afflusso di persone”.

La situazione nelle altre città: dopo Rovigo, le prossime strette saranno su Vicenza e Treviso

Questa la situazione a Rovigo, città che mostra notevole insofferenza alle ultime disposizioni del Governo. Ma nelle altre città? Treviso si prepara a un giro di vite nei prossimi giorni, a sentire il prefetto Maria Rosaria Laganà. “Dobbiamo dare un segnale importante ai cittadini che sono vaccinati e stufi che il territorio sia a rischio di ricadute. Tolleranza zero per chi tenta di andare a pranzare o cenare senza certificazione e per i gestori che dovessero consentirlo”. “Duri con gli italiani, molli con chiunque altro” commenta un utente di facebook.

Anche il prefetto di Vicenza annuncia una linea molto simile. “Le forze di polizia e i reparti della polizia locale sono chiamati a un ulteriore impegno a fronte dei già 140mila controlli effettuati negli ultimi undici mesi. E questo perché l’elemento nuovo del decreto impone l’adozione un piano per l’effettuazione costante dei controlli del green pass da lunedì; sette giorni su sette, festivi compresi, dalla mattina alla sera, fino al 15 gennaio. Nessuno, enti locali compresi, può chiamarsi fuori”.

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