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Il grande risiko degli investimenti stranieri negli hotel a Venezia

Se durante questa pandemia i piccoli alberghi a conduzione familiare hanno rischiato di chiudere, il giro di affari attorno alle strutture più lussuose e lucrose si è trasformato in un vero e proprio risiko degli hotel di Venezia

I numeri del risiko degli hotel di Venezia sono davvero impressionanti. Ma non solo, di tutto il Nordest. Si parla di operazioni da oltre 1,2 miliardi di euro, 100 milioni nel primo trimestre 2021, 413 milioni nel 2020 e 718 milioni nel 2019. Il 76% dei quali inerenti alla città di Venezia.

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Si tratta di un’analisi condotta da Gruppo Gabetti per Nordest Economia. Questo stesso studio rivela la portata degli investimenti stranieri nel settore alberghiero veneziano. Per la precisione, gli investitori europei rappresentano l’89%, con prevalenza di inglesi e austriaci.

Il covid cambia completamente la mappa degli alberghi di Venezia, in un vero e proprio risiko

Nel biennio della pandemia, le cose sono cambiate radicalmente. Si tratta di passaggi di proprietà, vendite e acquisizioni e nuove aperture. Operazioni che si sono concluse nel silenzio assordante dei media, concentrati sull’andamento della pandemia, e anche all’oscuro dei turisti stessi, considerando che erano ancora bloccati gli spostaenti.

Ci sono molte altre operazioni in cantiere che si concretizzeranno nei prossimi mesi. I protagonisti di queste trattative sono i grandi gruppi alberghieri, le grandi catene internazionali, che non solo non hanno risentito della crisi, ma hanno anche potuto puntare sulla ripartenza.

Venezia la città dei record. Cinque milioni e mezzo di turisti che producono 13 milioni di notti d’albergo

Ecco alcune di queste operazioni. Il gruppo Signa ha acquistato dal fondo Elliot l’hotel Bauer. Si tratta di un cinque stelle affacciato su Canal Grande, la cifra pattuita è stata di 400 milioni di euro. Manca pochissimo, inoltre, all’apertura della Ca’ di Dio, un ex oratorio del 1200, che Alpitur trasformerà in un cinque stelle.

Risale a ottobre 2020, poi, l’approvazione per la conversione di Palazzo Donà Giovannelli in un albergo di lusso. Lo storico palazzo è stato acquistato dal gruppo immobiliare romano Barletta per 50 milioni e satà gestito dal Rosewood Hotel Group, che lo convertirà in un 5 stelle con 50 stanze.

Mentre solo a febbraio 2021 il Baglioni Hotel Luna è diventato proprietà del gruppo Reuben Brothers, che l’ha acquistato per 100 milioni. Il gruppo fa capo ai due fratelli e imprenditori britannici David e Simon Reuben. Il loro patrimonio si aggira sui 18 miliardi di euro.

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