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Renato Casaro, l’ultimo cartellonista che veniva da Treviso

La locandina di "Balla coi lupi"

Da Sergio Leone, ad Amadeus, all’Ultimo Imperatore: Treviso celebra con una grande mostra Renato Casaro, il cartellonista che “firmò” i manifesti per i capolavori del cinema, da Cinecittà a Hollywood

Con una grande mostra in tre diverse sedi cittadine – al nuovo Museo Nazionale Collezione Salce, che per l’occasione apre nella ritrovata Chiesa di Santa Margherita, al Complesso di San Gaetano, l’altra sede del Museo, e al Museo Civico Santa Caterina, dal 13 giugno 2021– Treviso rende omaggio a Renato Casaro (Treviso, 1935), considerato l’ultimo dei grandi cartellonisti del cinema. Un’artista che ha saputo trasporre, disegnandola, l’anima di un film in un manifesto. Il tutto mentre lo stesso era ancora in lavorazione. Anzi, potendo spesso contare solo su qualche fotografia di scena e su un formidabile intuito comunicativo.

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Perizia tecnica, creatività, genio e istinto erano le garanzie e il valore aggiunto per il successo

Ultimo protagonista di un’arte ormai scomparsa, Renato Casaro assurge a simbolo di quella scuola italiana di cartellonisti del cinema. Dove perizia tecnica, creatività, genio e istinto erano le garanzie e il valore aggiunto per il successo di innumerevoli film nazionali e internazionali. Da Treviso a Roma a Hollywood. Attraversando con la sua arte la seconda metà del secolo scorso, Casaro ci lascia in eredità una mirabile galleria di manifesti. Testimonianza fondamentale per la storia del cinema. 

A curare la mostra sono Roberto Festi ed Eugenio Manzato, con la collaborazione di Maurizio Baroni, tre specialisti del settore, che hanno analizzato l’enorme archivio di Casaro (più di mille i manifesti e le locandine da lui realizzate), selezionando testimonianze di un percorso artistico durato cinquant’anni.

Presente una sezione dedicata agli ipovedenti con la riproduzione tridimensionale del celebre affisso “Il tè nel deserto”

Nella sede del Museo Civico Santa Caterina si sviluppa la sezione “Treviso, Roma, Hollywood”, una carrellata di opere che si abbinano e si completano con quelle presentate, con il titolo “L’ultimo cartellonista”, nella innovativa sede di Santa Margherita. Dove è stata allestita anche una sezione didattica e dove i visitatori più giovani potranno, in totale autonomia, creare un loro manifesto di cinema. E ancora, una sezione dedicata agli ipovedenti con la riproduzione tridimensionale del celebre affisso “Il tè nel deserto”.

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