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Pronto soccorso di Treviso sotto stress: oltre 500 chiamate

Il pronto soccorso di Treviso decide di riorganizzarsi. Più personale operativo per affrontare il periodo delle festività, in cui verranno richiamati anche i chirurghi generali. Il motivo? L’incremento delle chiamate da gestire negli ospedali trevigiani

Il pronto soccorso di Treviso e i reparti d’emergenza e urgenza sono presi d’assalto. Il direttore generale Francesco Benazzi spiega la situazione. «Per patologie Covid e non Covid. Il Suem riceve 500 chiamate al giorno. Particolarmente sotto stress sono i pronto soccorso di Montebelluna e Castelfranco, l’area che oggi evidenzia più contagi».

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Non è solo il virus, quindi, a creare questa situazione insostenibile. Sempre secondo le parole di Benazzi. «Abbiamo accorpato le chirurgie e l’otorinolaringoiatria di Montebelluna in un unico blocco da trenta posti letto, liberandone quindi 20 per creare un’area Covid in un distretto della nostra provincia che è molto sotto pressione in questo periodo. L’ospedale di Vittorio Veneto diventerà completamente Covid Hospital, l’otorinolaringoiatria sarà portata a Conegliano. A Vittorio Veneto il pronto soccorso sarà destinato ai soli pazienti Covid». Gli anni di tagli alle strutture e al personale oggi sembrano presentare il conto.

La Marca trevigiana è una di delle province più colpite dal Covid in questo periodo

Sul versante Covid, la Marca Trevigiana si è rivelata essere la più colpita dal virus tra le varie province. Si parla di 993 contagi in 24 ore. In più, i 9 decessi portano a 1903 il numero nella provincia. Il bollettino regionale ha registrato 9 decessi per la Marca, facendo salire il numero totale a 1.903: dovrebbe trattarsi di pazienti ricoverati a Treviso, Vittorio Veneto, Conegliano e Montebelluna, di un’età compresa fra i 66 e i 96 anni.

Benazzi aggiusta il tiro rispetto alle dichiarazioni sentite da più parti dei mesi scorsi: «Purtroppo è passata questa tesi sbagliata, che basta il vaccino per poter tornare a fare assembramenti. Non è vero, per evitare il contagio bisogna tenere le distanze e usare sempre la mascherina, una protezione fondamentale. E durante le feste è necessario ricordare di arieggiare bene le stanze dopo gli incontri, evitando di trovarsi in gruppi numerosi». Insomma, tra green pass e discriminazioni, il vaccino attenuerà per un po’ i sintomi, ma di certo non pare rendere liberi.

Il pronto soccorso di Treviso corre ai ripari: oltre a nuovo personale, linee guida durissime per chi già ci lavora

Linee guida che valgono per tutti i dipendenti della Ulss 2, dove il Natale sarà all’insegna della sobrietà e del distanziamento, senza brindisi né cene aziendali per evitare possibili rischi. Benazzi giustifica queste misure di sicurezza aggiuntive come prevenzione.

«Se i nostri operatori vengono contagiati e si ammalano non possono curare gli altri, e ci vedremmo costretti a ridurre attività e posti letto. Lo facciamo solo per prevenzione. Ci preoccupano le riunioni in casa o di reparto, con trenta, anche cinquanta persone insieme. Basta un positivo e tutti sono in isolamento. Qualcuno ha contestato questa direttiva, può non essere piaciuta, ma i nostri collaboratori hanno capito».

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