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Carnevale di Verona: Marco Montolli, “Bullo”, è il 492° piron del Papà del Gnoco

Si sono svolte le elezioni per eleggere il 492° piron del Papà del Gnoco: vince Marco Montolli, detto “Bullo”. Una tradizione, quella scaligera, che attraversa i secoli

Quest’anno sarà Marco Montolli, detto “Bullo”, a essere il piron del Papà del Gnoco. Una tradizione veronese ormai secolare, che il tempo sembra non scalfire ma anzi, rafforzare sempre di più, quella del “Papà del Gnoco”. Che ogni anno vede affrontarsi i cittadini veronesi in una vera e propria campagna elettorale e relativa acclamazione.

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L’elezione numero 492° si è svolta domenica 16 gennaio. Sono stati ben 2.286 i votanti, con un’unica scheda bianca e nove nulle. Alle 16:30, il Comitato del Bacanal ha proclamato “Bullo”, ovvero Marco Montolli, 492° “Papà del Gnoco”. Montolli è un imprenditore agrario ed era considerato “il numero due” nella corsa.

Tra Bullo e Fumo, i due contendenti per il Papà dello Gnocco, ci sarà eterna amicizia, indipendentemente dall’esito dell’elezione

Arriva secondo, invece il contendente “Fumo”, ovvero Ermes Marchiotto, che portava il primo pettorale, con solo 220 consensi meno del primo. Bullo e Fumo, però, dichiarano di restare «amici per sempre» indipendentemente dall’esito della votazione, mentre i veronesi e i “sanzenati” sfilavano per raggiungere il seggio.

Il Papà del Gnoco è una tradizione fortemente radicata nel Carnevale di Verona, e in particolare nel Bacanal del Gnoco e nel quartiere di San Zeno. Infatti, originariamente il Papà del Gnoco veniva eletto solo tra gli abitanti del quartiere, ma col passare del tempo la possibilità di candidarsi è stata estesa a tutti i veronesi.

Il Bacanal del Gnoco, una tradizione antica, che va avanti dal 1531. Oggi è Marco Montolli, “Bullo” il 492° Papà del Gnoco

Il nome della maschera sembra derivare da “papus” ovvero “mangiare”. Si tratta di un uomo anziano, vestito di broccato nocciola e mantello, che indossa una tuba rossa con sonagli e l’immancabile barba bianca. Egli è il re del Bacanal del Gnoco, e porta una forchetta dorata con uno Gnocco infilzato durante la parata, che segue a cavallo di una mula, mentre dispensa caramelle ai bimbi e gnocchi agli adulti.

Come da tradizione è stato l’abate di San Zeno il primo a votare la maschera tra i vari contendenti. Monsignor Gianni Ballarini, dopo aver espresso la propria preferenza, ha celebrato la messa, sempre come da tradizione. Ormai è dal 1531 che il quartiere di San Zeno rievoca questa sentita e antica usanza, che la modernità non ha minimamente intaccato… per fortuna!

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