Seguici

Cerca nel sito

Fatti

A Padova la cafonissima proposta femminista di modificare l’Isola Memmia

Il consigliere comunale di Padova Margherita Colonello

Una statua di donna per “aggiornare” verso i principi della parità di genere anche un monumento storico come Prato della Valle, la grande piazza di Padova, il cui nucleo centrale, l’Isola Memmia, è circondato da 78 statue di grandi personaggi della storia, ma solo maschili. E’ questa la cafonissima e anticulturale battaglia femminista portata avanti da due consiglieri di sinistra di Padova

Arriva da Padova la bislacca e antistorica proposta femminista di modificare uno dei siti monumentali più rappresentativi della città. Una statua di donna per “aggiornare” verso i principi della parità di genere anche un monumento storico come Prato della Valle, la grande piazza di Padova, il cui nucleo centrale, l’Isola Memmia, è circondato da 78 statue di grandi personaggi della storia, ma solo maschili.

-advertising-

E perché non inserire un tributo alla comunità LGBT nella Cappella degli Scrovegni allora?

La proposta, con un’apposita mozione, era stata presentata il 27 dicembre scorso da due consiglieri comunali della maggioranza di centrosinistra, Margherita Colonnello e Simone Pillitteri. Lo scopo: installare una scultura dedicata a Elena Cornaro Piscopia su uno dei due basamenti vuoti, interni al ponte settentrionale di Prato della Valle. Sarebbe stata così celebrata e valorizzata la figura della prima donna laureata al mondo, tra l’altro nell’Ateneo di Padova, dove già esiste una statua che la raffigura. Questo con buona pace di ogni rigore filologico architettonico e storico. Così, in base alla sensibilità del momento, si modificano le opere e le architetture. E perché non inserire un tributo alla comunità LGBT nella Cappella degli Scrovegni allora?

L’intellighènzia locale, conformista e da discount al punto di avvallare uno scempio intellettuale di tale portata

La proposta, rilanciata dai quotidiani locali, ha trovato l’appoggio di Daniela Mapelli, prima rettrice donna dell’Università, e poi anche dal soprintendente ad archeologia, belle arti e paesaggio, Fabrizio Magani, per cui si tratterebbe di una sorta di inserimento nel “pantheon delle glorie venete”. Figuriamoci se l’intellighènzia locale, conformista e da discount al punto di avvallare uno scempio intellettuale di tale portata, avrebbe osato criticare questa ennesima e gigantesca cafonata del politically correct.

Qualche dubbio è stato avanzato invece da Carlo Fumian, docente universitario di Storia contemporanea, secondo il quale “fare la storia con la toponomastica e lo spostar monumenti come fossero Lego è un gioco pericoloso e poco intelligente”.

La redazione

Iscriviti alla newsletter

Per rimanere aggiornato

* campo obbligatorio
commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Articoli correlati

Persone

Nella conferenza stampa odierna di aggiornamento sulla situazione dell’epidemia il governatore del Veneto Luca Zaia si abbandona ad uno sfogo. E spiega perché, nonostante...

Fatti

Si inasprisce lo scontro sul green pass, anche tra le stesse Istituzioni: a Santa Lucia di Piave, in provincia di Treviso, il Consiglio comunale...

Persone

Paolo Bellavite, per anni Professore di Patologia generale dell’università di Verona, martedì scorso alla trasmissione de La7 “Di Martedì” ha espresso alcuni dubbi sui...

Fatti

«Non è più richiesta e non porta guadagni»: queste le motivazioni che hanno portato alla sospensione della terapia col plasma nell’ospedale di Padova Della...

Copyright © 2022 Il Serenissimo Veneto. Blog di notizie dal Veneto - info@ilserenissimoveneto.it
Plurisettimanale, iscritto al n. 211/2021 del Registro della stampa, Tribunale di Roma
Direttore Responsabile: Simone Pellico