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Osservatorio Veneti nel Mondo: 85mila i veneti trasferiti all’estero negli ultimi 10 anni

Pubblicato il nuovo report dell’Osservatorio Veneti nel Mondo. Sono quasi 85mila i cittadini veneti che hanno trasferito la propria residenza all’estero. Secondo i più recenti dati Aire (l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero), i cittadini italiani residenti all’estero sono circa 5,5 milioni, di cui 457mila veneti

Negli ultimi dieci anni sono quasi 85mila i cittadini veneti che hanno trasferito la propria residenza all’estero e, secondo i più recenti dati Aire (l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero), i cittadini italiani residenti all’estero sono circa 5,5 milioni, di cui 457mila veneti. Una tendenza che si è intensificata negli ultimi anni. E solo in parte bilanciata da un incremento dei rientri in patria. Per comprendere meglio le caratteristiche di questo fenomeno, l’Osservatorio Veneti nel Mondo ha condotto specifici approfondimenti.

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Questi sono stati pubblicati nel report di ricerca “Le recenti emigrazioni dei Veneti all’estero: comprendere il fenomeno guardando al futuro”, illustrato oggi, venerdì 16 aprile, in occasione di un webinar organizzato da Veneto Lavoro e dall’Unità Flussi Migratori della Regione del Veneto. All’evento hanno partecipato utenti da tutto il mondo, compresi Paesi quali Stati Uniti, Australia, Argentina, Brasile e Canada.

Nel corso del 2019 i veneti che si sono iscritti all’Aire sono stati oltre 15mila. Un aumento del 13% rispetto al 2018

“I veneti che risiedono all’estero sono i nostri ambasciatori nel mondo, – ha detto l’Assessore regionale ai Flussi Migratori Cristiano Corazzari, aprendo così i lavori del webinar – coloro che si spostano per crescere. Ma che a loro volta trasferiscono la storia e la cultura veneta nei Paesi esteri che scelgono come loro nuova residenza. Diventando per questi territori, anche loro stessi, un valore aggiunto”.

Nel corso del 2019 i veneti che si sono iscritti all’Aire sono stati oltre 15mila. Un aumento del 13% rispetto al 2018, mentre l’Istat ha rilevato 18mila (+10%) cancellazioni anagrafiche. Si tratta prevalentemente di giovani con un livello di istruzione medio-alto. Molti dei quali scelgono il Regno Unito, dove i veneti residenti risultano complessivamente circa 37mila.

Le relazioni familiari il più delle volte alimentano tale scelta anziché ostacolarla, consentendo di mantenere e talvolta rafforzare il legame con la propria famiglia di origine

Il report si sofferma inoltre sulle motivazioni che sembrano spingere i giovani ad emigrare all’estero. Queste spesso risiedono nella ricerca di una realizzazione personale e lavorativa in un ambiente diverso da quello di origine. Le relazioni familiari il più delle volte alimentano tale scelta anziché ostacolarla, consentendo di mantenere e talvolta rafforzare il legame con la propria famiglia di origine. Decisivo anche il ruolo delle imprese del territorio. Che, considerata la propria apertura agli scambi con l’estero e la creazione di stabilimenti, filiali e uffici commerciali in contesti esteri più o meno lontani, in alcuni casi favoriscono i processi di emigrazione, talvolta senza rientro, dei lavoratori.

La Regione del Veneto ha istituito l’Osservatorio Veneti nel Mondo nel 2019 con l’obiettivo di analizzare i flussi migratori verso l’estero. Tracciando le “rotte” e le caratteristiche distintive delle nuove emigrazioni. Ma anche individuando le connessioni con il territorio di origine dei cittadini espatriati ed esaminando le ragioni che portano alla scelta di emigrare. Veneto Lavoro gestisce le attività di ricerca.

“La distribuzione dei circa 457mila veneti attualmente residenti all’estero per anno di iscrizione evidenzia un trend di progressiva crescita a partire dai primi anni duemila”

“Al netto delle registrazioni di lunga data all’Aire, – ha concluso l’Assessore regionale Corazzari – la distribuzione dei circa 457mila veneti attualmente residenti all’estero per anno di iscrizione evidenzia un trend di progressiva crescita a partire dai primi anni duemila. Questa tendenza si è intensificata dal 2011 ed in meno di dieci anni le iscrizioni annue sono quasi raddoppiate”.

La redazione

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