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Monta la protesta dei lavoratori messi in crisi dal caro benzina

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Sono agenti di commercio, tassisti, impiantisti e autisti di bus a noleggio i più colpiti dal caro benzina: inizia la loro protesta

Il caro benzina ha ormai messo in croce numerosi professionisti e aziende, a partire dagli agenti di commercio, i tassisti ma anche gli autisti di bus a noleggio. Quello che preoccupa è il fatto che non si veda la fine del tunnel. «Sono ripresi i costi, non le attività» sostengono gli agenti di commercio e i rappresentanti. Una situazione così complessa, da far intervenire anche la Guardia di Finanza.

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Stefano Montesco, capo della rappresentanza Veneziana di Fnaarc Confcommercio, ribadisce a il Gazzettino quanto già affermato dal presidente nazionale della categoria, Alberto Petranzan: «Un aumento almeno del 40% e solo nell’ultimo mese. Impossibile con questi costi di esercizio anche solo ipotizzare un ritorno di attività e fatturati al livello pre pandemia del 2019».

I viaggi sono il fulcro dell’attività degli agenti di commercio, e ora a causa del caro benzina è diventato un vero incubo

Montesco sottolinea come i viaggi dei rappresentanti siano «la nostra missione al servizio della produzione, del marketing delle aziende e del Pil del nostro Paese. Colleghiamo le nostre aree più competitive, come il Veneziano e il Veneto: circa 700 professionisti tra Città Metropolitana di Venezia e in Provincia di Rovigo, Italia intermediano poco meno del 60% del valore aggiunto delle imprese del territorio, composto soprattutto di aziende di piccole e medie dimensioni».

I calcoli che fa Montesco fanno davvero riflettere su quanto impatti il caro benzina. «Con una media annua di oltre 60mila km e con i carburanti che in queste ore hanno superato i 2 euro/litro sia per benzina che per diesel, è facile intuire quanto sia l’esborso ulteriore rispetto alla situazione pre Covid per un agente e un rappresentante di commercio: almeno il 30 per cento in più».

La protesta degli agenti di commercio chiede al Governo di intervenire per fermare questa situazione insostenibile

I rappresentanti degli agenti di commercio si uniscono per chiedere al Governo di adottare misure che possano far abbassare i costi di benzina e gasolio, abbassando drasticamente le accise e di attualizzare i parametri fiscali di deducibilità dell’acquisto dell’automobile.

«Con l’attuale tetto in vigore, infatti, l’agente non può adeguatamente investire nell’acquisto di veicoli a basso impatto ambientale, che si mantengono su prezzi ancora troppo elevati. Eppure questo consentirebbe anche di concretizzare un determinate contributo, anche di immagine, all’attuazione del piano di transizione energetica» conclude Montesco.

Situazione critica anche per gli operatori di noleggio bus con conducente, già messi in crisi dal covid

Vanno considerati anche gli operatori di noleggio con conducente. Già il covid ha fatto crollare le aziende che basavano il loro fatturato su turisti e gite scolastiche. Adesso però le cose continuano a peggiorare. Lo spiega Marino Gottardo, referente della Confargianato.

«Spesso lavoriamo su preventivi e molti contratti li abbiamo firmati parecchi mesi fa, quando questi aumenti non erano immaginabili. A maggior ragione quelli che concludiamo con le pubbliche amministrazioni, che spesso hanno durata triennale. Pensiamo al trasporto scolastico aggiuntivo. Lo abbiamo stipulato a settembre. E adesso? Ci sono colleghi che stanno pensando di recedere dagli impegni anche pagando una penale, potrebbe essere meno pesante che continuare a lavorare con questi aggravi. Noi il carburante lo paghiamo allo stesso prezzo del cittadino comune, non abbiamo agevolazioni. Il serbatoio di un autobus contiene circa 600 litri, e si fanno 3 Km con un litro. È facile fare i conti di quanto ci perdiamo».

Impiantisti e installatori e tassisti non sono da meno, la loro terribile situazione e la loro protesta

Anche impiantisti e installatori sono in piena crisi. Lo racconta il loro referente Francesco Costantini. «Stiamo cercando di ottimizzare gli spostamenti, concentrando gli interventi per zone, perché con sei mezzi e i costi raddoppiati ad ogni viaggio subiamo un rincaro di 7-8 euro, che il cliente non vede di buon occhio. Teniamo conto che stiamo impazzendo anche con i costi di spedizione dei materiali, oltre che sull’approvvigionamento delle materie prime. E non dimentichiamo che finita l’onda del bonus 110 per cento ”crollerà il castello”. Già ora la gente rinvia i costi di manutenzione delle caldaie, che significa alla fine minor sicurezza. Ma gli stipendi, un’azienda, li deve continuare a pagare ogni mese».

Stessa cosa vale per i tassisti, rappresentati da Alessandro Nordio. «La mobilità è crollata del 70 per cento, ora c’è un aumento del 40 per cento dei carburanti che non possiamo di sicuro riversare totalmente sul cliente finale. Siamo un servizio pubblico, le tariffe sono stabilite dal Comune e sono ferme dal 2013. Chiediamo al Governo di permettere che si possano ritoccare, perchè ognuno deve fare la propria parte»

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