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L’imprenditore Marco Zennaro scarcerato in Sudan

L’imprenditore Marco Zennaro è stato liberato dal commissariato del Sudan dove era prigioniero in condizioni terribili da oltre due mesi per una non chiara questione commerciale. Dovrà comunque restare in Sudan perché le accuse ancora non sono decadute

L’imprenditore italiano Marco Zennaro, in carcere in Sudan da circa due mesi, è stato rilasciato in attesa degli sviluppi dei vari contenziosi a suo carico, già nei prossimi giorni. Lo confermano fonti della Farnesina.

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La scarcerazione è arrivata pochi minuti fa, nel quadro di un lungo negoziato costantemente seguito dall’ambasciatore a Khartoum e dal Direttore Generale Luigi Vignali, che si era già recato in missione in Sudan nelle scorse settimane su indicazione del Ministro Di Maio. Zennaro dovrà comunque restare in Sudan per affrontare le varie cause che lo vedono coinvolto.

Ora Marco Zennaro non è più in carcere, ma rimane bloccato agli arresti in Sudan

Marco Zennaro è un imprenditore. Lavora nell’azienda di famiglia, la Zennaro Electrical Constructions, di Marghera. Il 46nne si era recato in Sudan era stato arrestato a inizio dello scorso aprile per un’accusa di frode che non è mai stata provata. Gli venivano contestate le caratteristiche di una fornitura di materiale elettrico.

Non appena ha messo piede a Karthum gli hanno sequestrato il passaporto e lo hanno imprigionato, millantando illeciti fraudolenti. Le accuse nel tempo sono cambiate, le autorità si sono contraddette. Secondo i familiari è stato solo un modo per estorcere denaro alla famiglia. Nonostante non sia stata formulata un’accusa formale, da allora è stato prigioniero in una cella che ha diviso con altri 30 detenuti. «Dormo sul pavimento insieme ad altri detenuti e tutto a causa di una persona con cui non ho mai avuto alcun rapporto commerciale. Voglio tornare da mia moglie e i miei figli» aveva dichiarato nell’unica breve telefonata che era riuscito a fare.

Ora Marco Zennaro non è più in carcere, ma rimane bloccato agli arresti in Sudan per le accuse ancora pendenti.

La Redazione

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