Seguici

Cerca nel sito

Fatti

Le baby-gang tengono sotto scacco il Veneto

baby-gang
Verona, protesta contro le baby-gang

Bande che si ritrovano per risse senza motivo né scopo, baby-gang che terrorizzano il centro storico: una piaga sempre più diffusa nelle città venete.

Un fenomeno, quello delle baby-gang, che non accenna a smettere di preoccupare i residenti di Padova, ostaggio di veri e propri criminali. Anche se il prefetto del capoluogo patavino, Raffaele Grassi, pare incredibilmente voler sminuire. Pesa l’origine straniera di molti di questi teppisti e il dogma del politically correct. «Forse è sbagliato chiamarle babygang. In fondo le bande giovanili sono organizzazioni strutturate, con dei capi e dei promotori, e con un programma criminale ben definito. Questi invece sono dei ragazzi disorientati, sbandati, che hanno perso ogni ideale».

-advertising-

Eppure la realtà racconta altro. Stupri di gruppo, lesioni, rapine. Le risse tra adolescenti che fanno tremare la città sono il meno: si ritrovano a decine, ma anche a centinaia, per regolare i conti in sospeso, una banda contro l’altra. Lo scontro può riguardare le scuole di appartenenza, i quartieri o anche solo il modo di vestire. Una generazione ammorbata dalla noia, che decide solo di “fare a botte”, per passare il tempo.

I gruppi Telegram usati per decidere la data e l’ora del ritrovo, i ragazzi arrivano anche da fuori provincia per fare a botte

Il copione è quasi sempre lo stesso. Si decide tempo e ora dello scontro sui gruppi Telegram o con messaggi che girano nelle chat di WhatsApp, arrivano da tutta Padova, ma a volte anche da fuori provincia. Poi scatta la maxi-rissa, un “gioco” molto pericoloso, che viene ripreso coi cellulari, per metterlo sui social, come un vanto.

Cosa spinge dei ragazzi a tenere un comportamento tanto sconsiderato? Risponde sempre il prefetto di Padova. «Le cause? Noia e mancanza di valori. Un disagio acuito dalla pandemia». Raffaele Grassi ha convocato per mercoledì 26 un comitato di sicurezza per discutere proprio delle baby-gang.

«Bisognerebbe educare i ragazzini fin dalla scuola, insegnare cosa è giusto e cosa è sbagliato, ma nel frattempo si può solo cercare di evitare le risse» è la resa del Prefetto

«Nel frattempo ho già parlato con il questore di Padova perché siano intensificate le attività investigative utili a prevenire le risse. Si procederà con un attento monitoraggio dei social, cercando di intercettare gli appuntamenti», continua il Prefetto.

E aggiunge: «Quando i partecipanti vengono individuati, il questore può intervenire con denunce, fogli di via e avvisi orari. Credo possa servire da lezione anche a chi si limita ad assistere agli scontri».

Non solo Padova: tutto il Veneto è ormai preda delle babygang: senza valori, motivi o scopi

Purtroppo però quello delle baby-gang non è un problema che riguarda solo Padova, ma tutto il Veneto. Belluno ha visto andare a processo ben 10 componenti della “Cobra Gang”, una compagnia multietnica che spargeva il terrore alle sagre paesane degli ultimi anni. Si parla appunto di violenza sessuale di gruppo, stalking, rissa, rapina, lesioni, violenza privata.

Sono tipologie di reati che arrivano a spaventare davvero, per la dimensione e l’efferatezza, ma soprattutto per la spregiudicatezza mostrata. Lo scorso settembre circa mille ragazzi si erano dati appuntamento in centro a Treviso per assistere ai pestaggi che erano stati annunciati sui social.

Uno degli investigatori esprime disappunto e sconcerto sulla vicenda: «Fino a trent’anni fa gli scontri avvenivano per motivi politici. Ora si affrontano senza un vero motivo, e spesso il branco è composto da giovani immigrati di seconda generazione».

Un imprenditore veronese ha denunciato la figlia, leader di una babygang formata da ragazzine, dedita alle rapine oltre che alle risse

A Verona si può addirittura trovare una baby-gang di ragazzine dedite ai furti e alle rapine, oltre che alle risse. Le ha denunciate in televisione un imprenditore veronese, padre della leader del gruppo, chiedendo pubblicamente un forte intervento delle istituzione.

«Ho scoperto che mia figlia di 14 anni è la leader di una baby gang di 7-8 ragazzine. Non è solo una bulla: è il capo di una mini banda criminale che conta anche su 20-30 “gregari” e circa 600 seguaci sui social. Cosa fanno? Furti, rapine, risse, c’è il sospetto che girino per Verona con catene, bastoni, coltellini».

A Verona alcuni giovani insorgono

Una situazione davvero insostenibile che ha spinto giovani aderenti a circoli politici del capoluogo scaligero a organizzarsi per reagire a questa ondata di violenza senza senso, né scopo. Organizzando presidi per la città e corsi di autodifesa, oltre che smuovendo le coscienze dei cittadini perché si levino in difesa della città contro questa ondata di violenza. Segno che se le istituzioni latitano, la gente si organizza.

Iscriviti alla newsletter

Per rimanere aggiornato

* campo obbligatorio
commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Articoli correlati

Persone

Nella conferenza stampa odierna di aggiornamento sulla situazione dell’epidemia il governatore del Veneto Luca Zaia si abbandona ad uno sfogo. E spiega perché, nonostante...

Fatti

Si inasprisce lo scontro sul green pass, anche tra le stesse Istituzioni: a Santa Lucia di Piave, in provincia di Treviso, il Consiglio comunale...

Persone

Paolo Bellavite, per anni Professore di Patologia generale dell’università di Verona, martedì scorso alla trasmissione de La7 “Di Martedì” ha espresso alcuni dubbi sui...

Fatti

«Non è più richiesta e non porta guadagni»: queste le motivazioni che hanno portato alla sospensione della terapia col plasma nell’ospedale di Padova Della...

Copyright © 2022 Il Serenissimo Veneto. Blog di notizie dal Veneto - info@ilserenissimoveneto.it
Plurisettimanale, iscritto al n. 211/2021 del Registro della stampa, Tribunale di Roma
Direttore Responsabile: Simone Pellico