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Jacopo da Ponte, genio bassanese

Esponente della Pittura veneta, Jacopo da Ponte, ha regalato alla Serenissima splendide opere, che possiamo ammirare ancora oggi

Jacopo da Ponte, detto Jacopo Bassano, nacque a Bassano del Grappa nel 1515. La sua formazione di deve inizialmente al padre, Francesco da Ponte, modesto pittore. Successivamente si trasferì a Venezia per poter meglio apprendere il mestiere grazie alla bottega di Bonifacio de’ Pitati.

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Diventato un abile pittore durante gli anni veneziani, tornò a Bassano per portare avanti l’impresa familiare. Sarà in questo contesto che realizzerà, nel 1535, tre tele per il Palazzo Pubblico di Bassano. Le opere rappresentano: Cristo e l’adultera, I tre fanciulli nella fornace ardente e Susanna e i vecchioni.

La morte del padre di Jacopo da Ponte e l’avvio della sua grande carriera

Un artista che ebbe molta influenza sulle sue opere, soprattutto per quanto riguarda la plasticità e il Pordenone. La sua influenza sul lavoro di Jacopo da Ponte si può vedere anche nelle sue opere: il Sansone e i filistei, oggi a Dresda, e l’Adorazione dei Magi, oggi alla Burghley House.

Nel 1539, poi, la morte del padre lo porterà a dirigere la bottega familiare, insieme a suo fratello Giambattista. Lo sappiamo perché, nel 1541 il comune bassanese gli concesse l’esenzione dalle tasse, privilegio di cui potevano disporre solo i capifamiglia.

L’inizio dell’avventura manieristica e le opere più belle del Da Ponte

Negli anni che seguirono si colloca la sua più attenta rivisitazione artistica. In particolare, in questa fase, subì l’influenza di Francesco Salviati. Le sue opere più conosciute sono quelle tra il 1540 e il 1550. Si tratta del “Martirio di santa Caterina d’Alessandria” oggi nel Museo civico di Bassano, la “Decollazione del Battista” oggi a Copenaghen.

Ma anche “l’Andata al Calvario”, “L’adorazione dei pastori” di Hampton Court e il Riposo durante la fuga in Egitto di Milano. Mentre agli anni tra il 1550 e il 1560 risalgono le opere sotto l’influenza del Tintoretto. Come “l’Ultima Cena” della Galleria Borghese di Roma,

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