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Covid: a Padova chiudono 600 imprese

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Pesanti gli effetti della pandemia sul tessuto economico di Padova: 600 le imprese che hanno chiuso. Più di tre i miliardi di euro lasciati sul tappeto

Due imprenditori padovani su tre sono convinti che nel 2021 non ce la faranno a recuperare quanto perso nel 2020. E’ questo l’esito nudo e crudo dell’indagine condotta dal Centro Studi della Confederazione nazionale dell’Artigianato su di un ampio campione di imprese di Padova. Il risultato ben delinea l’aria che tira tra le piccole e medie imprese della provincia patavina. Ed è il locale presidente degli artigiani Luca Montagnin a dare forma concettuale al timore strisciante. Rivolgendosi a Roma: “Al nuovo governo chiediamo sostegni economici forti, ristori basati su perdite di fatturato e non sui codici Ateco oltre ad un piano di infrastrutturazione digitale del Paese e un ammodernamento della Pubblica Amministrazione. Bisogna proteggere le nostre imprese e i posti di lavoro per evitare a tutti i costi una grave emergenza sociale”.

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-38% nel commercio, -28% nel tessile e nell’abbigliamento, -13,9% nell’edilizia, -13,3% nell’industria, -9,8% nei servizi

Secondo i dati Istat, sono davvero pochi i settori che si salvano: -38% nel commercio, -28% nel tessile e nell’abbigliamento, -13,9% nell’edilizia, -13,3% nell’industria, -9,8% nei servizi. Cresce l’agricoltura dell’1,5%. Ovvia l’ecatombe per l’artigianato artistico legato ad il turismo, più che dimezzato: “Un patrimonio di creatività per il nostro territorio – commenta Montagnin – che rischia letteralmente di essere spazzato via”. Più in generale, è del 10,7% la perdita di ricchezza per Padova rispetto all’anno precedente. Circa tre miliardi di euro vaporizzati dalla pandemia.

A Padova un’impresa su quattro rischia di chiudere

Sempre secondo il sondaggio della CNA, solamente il 7% delle imprese si aspetta un 2021 di crescita. Al contrario un’impresa su quattro si dichiara a rischio chiusura nel caso la situazione dovesse protrarsi ancora a lungo. Un’unica certezza tra la stragrande maggioranza degli intervistati: devono essere garantiti innanzitutto sostegni economici forti, duraturi e diffusi a tutte le imprese da parte dello Stato (72%). Con l’aria che tira, si tratta di preoccupazioni più che condivisibili: quasi un miliardo e 200 milioni di euro la spesa in meno per le famiglie padovane. Mentre le vendite al dettaglio hanno perso 260 milioni, i pubblici esercizi 390 milioni, il turismo 410 milioni a causa delle 3,5 milioni di presenze in meno.

“Il Turismo sta pagando un prezzo irrecuperabile”

Il presidente di Confesercenti Padova, Nicola Rossi, è lapidario: “Dopo le speranze estive di un superamento della pandemia, la situazione di questi ultimi mesi e del periodo natalizio appena terminato ha fatto precipitare le aspettative dei commercianti e delle piccole imprese. Turismo, pubblici esercizi, commercio, servizi alla persona stanno pagando un prezzo considerato irrecuperabile. L’uscita dal tunnel ci appare ancora molto lontana. Le imprese sono lasciate anche oggi nel massimo dell’incertezza”. “I grandi temi del rilancio – conclude Rossi – anche attraverso l’utilizzo del ‘recovery fund’, appaiono ai piccoli imprenditori temi lontani e non comprensibili”. La sensazione è che durante i mesi del governo Conte la situazione sia ampiamente sfuggita di mano. Mentre ora più che mai, serve un rapido intervento pubblico. Con buona pace di chi ci raccontava che l’intervento dello Stato in economia era preistoria.

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