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Il Vescovo di Verona non si può criticare, licenziato insegnante di religione

Aveva criticato l’indirizzo pubblico di voto per il ballottaggio veronese del vescovo di Verona Giuseppe Zenti. Il sacerdote e docente di religione Marco Campedelli, che lavora presso il liceo Maffei, è stato licenziato proprio dal vescovo. Come ricorderete il religioso aveva invitato i fedeli a considerare chi, tra i candidati sindaco Sboarina e Tommasi, prestasse più attenzione alla “famiglia voluta da Dio”.

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La lettera del doente di religione

 In una lettera aperta, don Marco Campedelli faceva riferimento al libero pensiero e intendeva provocare un un confronto di “intelligente e responsabile dissenso”.

<<Oggi nel 2022, c’è bisogno che il prete dica ancora alla gente che cosa votare? Siamo sicuri che i laici e le laiche circa la vita, con la sua concretezza, siano meno esperti dei preti? Perché il vescovo Zenti su certi temi nella lettera è cosi preciso e dettagliato: parla di “gender” “suola cattolica” e su altri è cosi generico come “accoglienza dello straniero”. Perché allora in questo caso non parlare di “ius soli” o di “ius culturae”? Perché il vescovo Zenti ha messo cosi tanto zelo nel voler ostacolare e chiudere esperienze in città e in provincia particolarmente attente al dialogo con le diversità?>>.

La polemica sollevata da Adista

La notizia del licenziamento è stata diffusa direttamente dal portale di informazione cattolica Adista.it. Il sito notoriamente con simpatie di sinistra, ha raccontato i dettagli della cacciata del professore.

In aperta polemica politica e confessionale, Adista commenta così l’appello del vescovo di Verona. “Un intervento che ripropone “l’idea di una Chiesa clericale che, tramite i pastori, guiderebbe, in questo caso verso i pascoli di ‘destra’, il ‘gregge’ dei fedeli laici, non ritenuti evidentemente capaci di pensiero autonomo”. 

Adista ricorda poi anche che, già nel 2015, il vescovo di Verona sostenne esplicitamente in una lettera ai prof di religione, Monica Lavarini. Iscritta alla Lega, Lavarini era candidata nella lista civica vicina al presidente Luca Zaia.

Andrea Bonazza

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