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Il concerto della Vaia oggi dedicato alle vittime della Marmolada

La quarta edizione del concerto “La mia Terra” quest’anno è stata dedicata alle vittime della tragedia avvenuta a giugno sul ghiacciaio della Marmolada.

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Mille spettatori al Bosco degli Artisti

L’evento musicale, ideato e realizzato dal maestro d’orchestra Diego Basso, ha ospitato più di mille spettatori. Il concerto dedicato alle vittime della Marmolada si è tenuto sabato 30 luglio presso il Bosco degli Artisti, a Le Buse di Falcade, in provincia di Belluno.

La prima edizione per la Tempesta Vaia

La prima edizione del concerto ebbe il suo primo natale nel 2018, dopo che la Tempesta Vaia distrusse gran parte delle aree boschive tra Veneto e Trentino Alto Adige. Quest’anno, invece il titolo scelto per l’edizione, Colonne sonore tra le vette, richiama il ricordo delle vittime della Marmolada.

Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana

Il maestro Diego Basso e la sua Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana hanno suonato a 2000 metri sopra il livello del mare. Con loro il cartellonista Renato Casaro, famoso in tutto il mondo per i suoi lavori in ambito cinematografico.

Da Conan a Balla coi Lupi

Ad andare in scena in questa edizione speciale, gli spettatori hanno potuto godere delle grandi colonne sonore del cinema. Una scaletta composta dalle melodie di grandi classici che hanno estasiato il pubblico presentead alta quota. “Conan il Barbaro” di Basil Poledouris e Zoë Poledouris. “L’ultimo imperatore” di David Byrne e Ryuichi Sakamoto. Brani di Jerry Goldsmith tratti da Rambo e Supergirl, da “Balla coi Lupi” di John Barry. Non potevano poi mancare i grandi classici western di Ennio Morricone con “C’era una volta in America”, “Mission”, “Gabriel’s Oboe”, “Vita nostra” e “I magnifici sette”.

Nel ricordo delle vittime della Marmolada

Un brano inedito del maestro d’orchestra Diego Basso, ispirato al celebre canto alpino “Signore delle Cime”, è stato infine dedicato alle 11 vittime della Marmolada. Signora delle Cime è un vecchio brano di Bepi De Marzi, famoso in tutto il mondo e dedicato ad un compagno di Merzi, anch’esso deceduto sotto una valanga. Un canto che ancora oggi unisce gli eserciti della Prima e della Seconda guerra mondiale in un’unica preghiera. Un canto che oggi torna ad unire tutti noi nel ricordo delle undici vittime della Marmolada e di tutti i caduti sulle nostre sacre montagne.

Andrea Bonazza

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