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Il bambino deceduto per Covid aveva fatto 3 visite mediche prima della tragedia

bambino deceduto covid
L'Ospedale di Chioggia, presso cui ora sono in corso accertamenti

Si chiamava Francesco il bambino di Padova deceduto a causa del Covid. Il mistero delle visite nei giorni precedenti alla tragedia

Occorre fare chiarezza sulla tragedia del bambino di sette anni di Padova deceduto a causa del Covid. Dalle prime indagini emerge uno scenario piuttosto inquietante. Si parla di due visite al pronto soccorso più vicino, quello di Chioggia, nonché di numerose chiamate al Suem nei giorni precedenti alla tragedia.

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Tutto questo sta a testimoniare che le sue condizioni di salute erano molto preoccupanti, già prima che si scoprisse la diagnosi del covid. Il bambino vittima di questa tragedia è Francesco Pascetta, residente a Codevigo, in provincia di Padova.

Un bimbo morto per Covid, era stato più volte al pronto soccorso ma mai ricoverato

La morte del piccolo è sopraggiunta nella mattinata di sabato 30 aprile, quando si è trovato in una seria crisi respiratoria. Di fronte a un evento così traumatico, sono iniziati immediatamente gli accertamenti e gli esami diagnostici per capire che cosa sia successo al piccolo.

I risultati potrebbero arrivare anche tra una decina di giorni. Quello che è certo è che Francesco è stato trovato privo di conoscenza dai genitori all’alba del 30 aprile. Anche se hanno chiamato immediatamente l’ambulanza, che l’ha trasportato d’urgenza al pronto soccorso pediatrico, non sono riusciti a salvarlo.

Si cercano le responsabilità per la morte del piccolo Francesco, che non aveva ancora compiuto 7 anni

Il cuore del bimbo sembra che abbia smesso di battere a causa di un peggioramento del coronavirus, contro cui non era vaccinato. Anche i genitori, vaccinati, erano risultati positivi al momento dell’arrivo in pronto soccorso insieme al bimbo morente.

Eppure, non era la prima volta che il bambino veniva portato al pronto soccorso. Infatti, i genitori, preoccupati per l’aggravarsi delle sue condizioni, l’avevano portato anche mercoledì 27 e giovedì 28 aprile. Inoltre, hanno chiamato più e più volte la centrale del 118 proprio in quegli stessi giorni.

La richiesta era quella di un’ambulanza, per visitare il piccolo e portarlo in ospedale. In questo momento si sta indagando sulle rispettive responsabilità. Può essere che i genitori abbiano rifiutato di far ricoverare il piccolo contro il parere del personale medico. Per ora non ci sono fascicoli aperti dalla Procura.

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