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Arriva alla Gran Guardia Giovan Francesco Caroto, il campione della pittura veronese

"Ritratto di fanciullo con disegno", Giovanni Francesco Caroto

Alla Gran Guardia di Verona un’imponente esposizione dedicata a Giovan Francesco Caroto, capostipite della scuola pittorica scaligera. Un progetto che intende far conoscere le vicende di un grande protagonista dell’arte veronese del Cinquecento e le sfaccettature del panorama artistico e culturale del suo tempo, una stagione d’oro per la società cittadina

A Verona, nei suggestivi e prestigiosi spazi della Gran Guardia, dal 12 maggio al 2 ottobre 2022 sarà visibile al pubblico l’importante progetto espositivo, promosso dai Musei Civici scaligeri, dedicato al pittore veronese Giovan Francesco Caroto (1480 circa-1555).

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Nella prima metà del XVI secolo, Verona fu famosa per la presenza di artisti di grande qualità, soprattutto nel campo della pittura e della miniatura, pronti ad aggiornarsi sulle più recenti novità della cultura veneta o centro italiana: Girolamo Dai Libri, Francesco Morone, Paolo Morando detto il Cavazzola, Francesco Torbido detto il Moro, Nicola Giolfino, e molti altri. Anche nel campo dell’architettura si assiste a un rapido adeguamento linguistico sulle formule più moderne grazie a personalità come Gian Maria Falconetto e Michele Sanmicheli.

La sua opera più emblematica e popolare, il Ritratto di giovane con disegno del Museo di Castelvecchio, è nota come un’icona cittadina

Tra tutte queste figure, Giovan Francesco Caroto si affermò con autorevolezza e con una ricca produzione pittorica. I suoi dipinti sono oggi presso i maggiori musei (p.es. Parigi, Musée du Louvre, Firenze, Gallerie degli Uffizi, Venezia, Gallerie dell’Accademia).

La sua opera più emblematica e popolare, il Ritratto di giovane con disegno del Museo di Castelvecchio, è nota come un’icona cittadina e rappresenterà l’immagine guida dell’esposizione. Uomo intelligente, curioso e spiritoso, legato da rapporti di amicizia con importanti intellettuali cittadini come Girolamo Fracastoro e Giulio Della Torre, Caroto fu anche ‘speziale’, proprietario di una bottega in piazza delle Erbe e legato pertanto all’ambiente dei naturalisti dell’epoca.

Il profilo artistico di Caroto è tratteggiato da una densa e appassionata biografia di Giorgio Vasari

Il profilo artistico di Caroto è tratteggiato da una densa e appassionata biografia di Giorgio Vasari che riferisce di una prima educazione nel campo delle lettere, di una formazione come pittore sotto gli insegnamenti di Liberale da Verona e Andrea Mantegna, e di una carriera itinerante di successi condotta tra Mantova, alla corte dei Gonzaga, Milano, al servizio di Antonio Maria Visconti, e Casale Monferrato, alla corte del marchese Bonifacio Paleologo. In questo percorso, secondo Vasari l’artista studia e reinterpreta con grande talento la pittura a olio fiamminga e nordica specializzandosi nei generi del ritratto e della pittura di paesaggio.

“E così fu il primo che in Verona facesse bene i paesi; per che se ne vede in quella città di sua mano che sono bellissimi” (Vasari, Le Vite, 1568).

“Punto di riferimento imprescindibile nella pittura di paesaggio per un’ampia generazione di artisti veronesi tra cui Domenico Brusasorci e Paolo Caliari detto il Veronese”

Nel periodo maturo, al rientro dalla corte di Casale Monferrato, dagli anni Trenta il pittore aderisce alla maniera di Raffaello e Michelangelo. Esercita con disinvoltura la pittura, la miniatura, il disegno naturalistico, la medaglistica, la statuaria. Nella pittura profana e soprattutto devozionale, pubblica e privata (pale d’altare, versioni della Madonna con il bambino con e senza paesaggio), dimostra una particolare eccellenza nella realizzazione di figure di dimensioni minute e si afferma come un punto di riferimento imprescindibile nella pittura di paesaggio per un’ampia generazione di artisti veronesi tra cui Domenico Brusasorci e Paolo Caliari detto il Veronese.

L’articolazione complessiva della mostra, composta da oltre cento opere, darà vita a un affascinante percorso organico tra oggetti di svariate tipologie, dalla pittura, alla scultura, alla numismatica, all’archeologia e alle scienze naturali. L’iniziativa è sostenuta da un’ampia rete di collaborazioni, in particolare con la Diocesi di Verona, l’Università di Verona e la competente Soprintendenza, e prevede di offrire alla comunità un itinerario cittadino artistico e culturale per il pubblico nelle chiese cittadine per le quali Caroto ha operato e in altre sedi museali che custodiscono opere del pittore come il Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle alla Tomba di Giulietta e il Museo Archeologico al Teatro Romano.

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