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Un angolo incantato di Verona: il Giardino Giusti

Palazzo Giusti e il giardino annesso, a pochi passi dal centro storico di Verona

Era nato come luogo in cui bollire la lana ed è diventato uno dei giardini più raffinati d’Europa, il Giardino Giusti è un gioiello tutto da scoprire

Che Verona sia una città magica, tutta da scoprire, non è certo una novità. Eppure, esiste un luogo ancora più magico, dove il tempo sembra essersi fermato: il Giardino Giusti. Un luogo dove trovare arte, storia ma anche un’atmosfera quasi fiabesca, in cui perdersi e restare incantati.

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Tutto iniziò nel lontano 1200, con il trasferimento della famiglia Giusti a Verona dalla Toscana con l’intenzione di sviluppare l’industria della tintura della lana, che nella città scaligera era una vera e propria fonte di ricchezza per molti, assicurando un commercio florido alla città.

Dalla cardatura della lana a fontane e cipressi: l’evoluzione del Giardino Giusti

Si dovrà aspettare però il 1406 perché Provolo Giusti acquisti un’area, molto importante a livello strategico perché vicina alla Via Postumia, importantissima via di comunicazione che collegava Aquileia con Genova. Sarà qui che, col passare dei secoli la famiglia Giusti edificherà il giardino. Anche se allora non era proprio come lo conosciamo oggi, dato che lo usavano in modo molto più “pratico” per far bollire la lana e far asciugare i panni.

Ma poi, nel XVI secolo, l’insediamento produttivo diventerà un angolo di rappresentanza, un vero e proprio giardino formale, con bossi, cipressi, bossi e fontane, come imponeva la moda del tempo, sullo stesso stile del Sanmicheli. Ed è così che lo ritroviamo ancora oggi, a distanza di secoli. Sebbene, a causa dei temporali del 2020 abbia subito terribili danni.

Nel Cinquecento la sua massima espansione: una tappa obbligata per il Grand Tour

A volere ed edificare il giardino in questa veste fu Agostino Giusti, che visse a cavallo tra Cinque e Seicento. Un uomo raffinato e colto, che amava la musica e la pittura e viveva le grandi corti dell’epoca, da quella asburgica a quella veneziana, e persino quella medicea.

Durante la moda del Grand Tour, i viaggiatori illustri europei cominciarono a considerare il Giardino Giusti come una tappa obbligata durante il passaggio da Verona. Il giardino può così vantare di aver ospitato poeti, artisti e regnanti di ogni parte d’Europa; Cosimo III, Charles de Brosses, Mozart, Goethe, Addison, Evelvyn, Ruskin, l’Imperatore Giuseppe II, il Re Carlo Felice di Sardegna e lo Zar Alessandro di Russia.

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