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La Getty Foundation sceglie di finanziare le xilografie della Fondazione Cini di Venezia

L'isola di San Giorgio Maggiore, di fronte a piazza San Marco, dove ha sede la fondazione Cini

L’archivio digitale pubblicato online dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Cini di Venezia nel 2020, rintraccia, studia e cataloga le xilografie dell’inizio del Quattrocento fino al 1550 circa. La Getty Foundation di Los Angeles la sovvenzionerà nel suo progetto di formazione, curatela e catalogazione

La Fondazione Giorgio Cini di Venezia è stata selezionata, insieme ad altre 18 istituzioni internazionali, dalla Getty Foundation di Los Angeles nell’ambito del programma The Paper Project: Prints and Drawings Curatorship in the 21st Century, che sovvenziona progetti di formazione, curatela, catalogazione di materiali grafici.

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Le xilografie – e le matrici lignee da cui derivano -, sono fra i materiali meno studiati della grafica italiana del Rinascimento

L’archivio digitale – a cura di Laura Aldovini, David Landau e Silvia Urbini – pubblicato online dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Cini nel 2020, rintraccia, studia e cataloga le xilografie su fogli sciolti e le matrici a partire dai primi esemplari noti dell’inizio del Quattrocento fino al 1550 circa. Le xilografie – e le matrici lignee da cui derivano -, sono fra i materiali meno studiati della grafica italiana del Rinascimento. Altre tecniche a stampa, come i bulini e le acqueforti, erano a partire del secondo decennio del sedicesimo secolo spesso destinate a riprodurre disegni e opere di artisti noti, ovvero sono ‘stampe di riproduzione’: ad esempio, grande fu la fortuna di stampe derivate da opere di Raffaello Sanzio.

Le xilografie invece sono quasi sempre ‘stampe di invenzione’, ovvero opere

Le xilografie invece sono quasi sempre ‘stampe di invenzione’, ovvero opere disegnate da un artista noto – come Tiziano Vecellio – o anonimo, specificamente per quella stampa, senza riferimento ad un’altra opera esistente. L’archivio digitale realizzato dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Cini si propone di colmare questa lacuna: è come una sorta di meta-museo destinato alla xilografia italiana del Rinascimento, dove sono raccolte, catalogate e mostrate le opere conservate nelle istituzioni nazionali e internazionali e nelle collezioni pubbliche e private che le conservano. (fonte: ANSA).

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