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Il Capo della sanità veneta Flor: “Siamo in piena epidemia, vaccineremo 7 gg su 7”

flor epidemia

Nella odierna conferenza stampa della Regione il direttore generale della sanità del Veneto, Luciano Flor, lancia l’allarme: “Si sta avviando una nuova ondata di malattia: siamo in piena epidemia”

Il direttore generale della sanità del Veneto, Luciano Flor, non ci gira troppo attorno. Nella consueta conferenza stampa della Regione, oggi assente il Governatore luca Zaia, arriva diritto al punto: “E’ il secondo giorno che cresciamo di 50 ricoveri, ricordo che la cifra di 50 ricoveri al giorno porta a numeri importanti. Perché non sono 50 nuovi ricoveri. E’ un aumento di 50 ricoveri. Quindi i nuovi ricoveri sono stati di più, perché abbiamo i dimessi. Quando cresciamo di 50 persone al giorno ricoverate noi siamo in piena epidemia”.

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Non a caso l’aumento delle zone di chiusura delle scuole: l’altro ieri 3, ieri 5, oggi già sei. Il dott. Flor infatti spiega quali sono i dati che le autorità regionali stanno raccogliendo in queste ore: “Questo è quello che è accaduto ad ottobre, a novembre e a dicembre. Siamo in una fase. Non so se la terza o la quarta ondata, fate voi. Si sta avviando una nuova ondata di malattia. Lo vediamo dal numero di pazienti nuovi che si ricoverano, dai positivi che si trovano con i tamponi, dalle presenze in rianimazione. Su alcuni dati si devono fare elaborazioni. Su altri dati non si deve elaborare nulla.

“Stiamo pensando di riproporre il piano di sanità pubblica con tutti i correttivi, compresa l’eventuale sospensione di attività sanitarie”

Campanelli d’allarme estremamente preoccupanti, che rivelano l’andamento reale dei contagi: “Quando abbiamo i nostri ricoverati che aumentano di questo numero – spiega il dg Luciano Flor – vuol dire che il numero dei malati che c’è sul territorio è abbastanza alto. Perché solo una quota di malati si ricoverano. Noi stiamo già ragionando con le aziende sanitarie. Abbiamo già aperto qualche nuovo reparto covid. Abbiamo già aperto nuove rianimazioni”. Flor annuncia inoltre la sospensione di alcune attività sanitarie per essere pronti con ulteriori risorse nel caso di un ulteriore peggioramento: “Stiamo pensando di riproporre il piano di sanità pubblica con tutti i correttivi, compresa l’eventuale sospensione di attività che dovremo mettere in campo. Oggi tutto sommato i numeri non lo richiedono, perché sono contenuti. Ce lo chiede però l’andamento, che francamente è in crescita e quindi noi dobbiamo essere pronti per il fine settimana ad assicurare risposta a tutti coloro che ne avranno necessità.

La sensazione che comunicano le parole di Flor è quella della relative quiete prima della certa tempesta: “E’ dal 24 febbraio che stiamo lentamente aumentando. Oggi non è più ‘lentamente’. Negli ultimi 2 giorni è diventato ‘decisamente’. Di pari passo è cambiato anche il dato di positività ai tamponi. Oggi siamo al 4% di positivi quando eravamo sotto al 2% sino a poco tempo fa. Quindi abbiamo più malati sul territorio, più persone positive in grado di contagiare altre persone. La vaccinazione è la strada obbligata verso cui dobbiamo andare. E ci stiamo andando”.

“Ci prepariamo a vaccinare 50.000 persone al giorno. Questo vuol dire che vaccineremo 7 giorni su 7”

Per darvi un’idea di come stiamo procedendo nel mese di marzo la previsione è di fare 470mila vaccinazioni. Il piano che avevamo e che abbiamo sino ad oggi prevedeva tra le 15mila e le 17mila persone al giorno. Da oggi invece faremo 20mila persone al giorno. E ancora oggi con le aziende sanitarie discuteremo un piano da 50mila vaccini al giorno. Ci prepariamo ad essere pronti per l’ultima settimana di marzo, in base ai vaccini che dovrebbero arrivarci e pensiamo e speriamo che ci arriveranno, a vaccinare 50.000 persone al giorno. Questo vuol dire che vaccineremo 7 giorni su 7. Che in alcune sedi di tutte le aziende sanitarie prolungheremo l’orario serale per dare la possibilità a tutti di vaccinarsi con più facilità o di portare magari gli anziani per chi lavora”.

Il piano di potenziamento della campagna vaccinale preparato dalla Regione Veneto prevede 3 nuove azioni: La partecipazione dalla prossima settimana alla campagna vaccinale dei medici di famiglia con i vaccini Astrazeneca, quelli senza la catena del freddo; il rinforzo degli orari e del personale in servizio presso gli attuali punti vaccinali riconvertendo alcune attività sanitarie verso la funzione vaccinale; la chiusura dell’accordo con le università per l’arruolamento dei medici specializzandi. Questo ovviamente se non salta alcuna fornitura annunciata.

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