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Draghi è bravo bravissimo. Ma le Regioni fanno a pezzi la sue regole per la pandemia

Nella conferenza delle Regioni i Governatori all’improvviso scoprono le pesanti falle delle regole anti-Covid promulgate da Sua Maestà Mario Draghi. E ora che il banchiere più amato dai partiti sta forse per spiccare il volo verso i lidi quirinalizi, fanno partire i documenti di critica alle sue regole per la pandemia

La sensazione è che il vento stia cambiando e che sempre più attori istituzionali inizino a criticare le restrizioni del duo Draghi – Speranza. Oggi in un incontro a Roma è stato il turno delle Regioni, che hanno preso una posizione forte rispetto alla regole fallimentari emanate per il contenimento della pandemia. La sensazione è quella, dopo mesi di governatori sceriffi o trader internazionali di grandi partite di farmaci, del fuggi fuggi dalla nave del rigore. Ma tant’è. A raccontarlo è il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, sulla sua pagina facebook: “Bisogna cambiare approccio di fronte a un cambio totale di scenario. E’ in corso di predisposizione un documento da inviare al Ministro Speranza”. Eppur si muove, quindi.

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Il nodo delle scuole, che sta paralizzando la maggioranza delle famiglie italiane, è poi centrale

Prosegue il governatore Zaia: “Bisogna applicare le direttive dell’Ecdc europeo, e quindi pensare di concentrarci solo sui soggetti sintomatici rispetto alle regole da seguire e di togliere la suddivisone della Regioni in colori, naturalmente mantenendo il monitoraggio sull’andamento dei posti letto in area medica e in terapia intensiva”.
Il nodo delle scuole, che sta paralizzando la maggioranza delle famiglie italiane, è poi centrale: “Rispetto alle scuole, bisogna fare in modo che vadano in isolamento solo i ragazzi positivi sintomatici e che gli altri restino a scuola”.

Zaia critica le regole di Draghi sulla pandemia: “E’ evidente che il modello attuale non funziona, come si è visto con il caos tamponi che non ha assolutamente risolto il problema”

Nelle parole di Zaia, la critica alla gestione della pandemia di Draghi è pesante. Curioso che nessuno abbia il coraggio di chiedergliene conto: “Il principio generale è quello della semplificazione dell’approccio prendendo atto della mutata realtà, che ci dice, ad esempio, che il contact tracing è saltato, perchè con 20.000 positivi al giorno in una Regione ci sono 200.000 persone da contattare. E’ evidente che il modello attuale non funziona, come si è visto con il caos tamponi che non ha assolutamente risolto il problema” conclude Zaia. Amen.

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