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Governo Draghi: quattro i ministri veneti

Draghi ministri veneto

Mario Draghi scioglie la riserva e presenta la squadra di governo: quattro i ministri veneti. Al bellunese Daniele Franco lo strategico dicastero dell’Economia e delle Finanze

Mario Draghi presenta la squadra di governo e la presenza di ministri veneti è preponderante: il bellunese Daniele Franco, attuale direttore generale di Bankitalia ed ex Ragioniere generale dello Stato, nel ruolo chiave di nuovo ministro dell’Economia e delle Finanze. Un altro bellunese, il deputato pentastellato Federico D’Incà, ottiene la nomina ai Rapporti con il Parlamento. La vicentina di Trissino Erika Stefani, già ministro agli Affari regionali in quota Lega Nord con il primo Governo Conte, alle Disabilità. Il veneziano Renato Brunetta, forzista di ferro, alla Pubblica Amministrazione.

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“Cresciuto alla scuola di Mario Draghi, durante il suo incarico di Ragioniere generale dello Stato veniva definito una diga per i conti pubblici”

Sconosciuto, ma solo al grande pubblico. Leggenda nel mondo della finanza di Stato. Il nuovo ministro dell’Economia Daniele Franco nasce a Trichiana, in provincia di Belluno, il 7 giugno 1953. Laureato in Scienze politiche a Padova nel 1977, consegue un master in Economia all’Università di York in Gran Bretagna un paio di anni più tardi. Cresciuto alla scuola di Mario Draghi, durante il suo incarico di Ragioniere generale dello Stato veniva definito “una diga per i conti pubblici”. Nelle sue mani la storica partita della gestione delle risorse del Mef e del Recovery Plan.

E’ stato anche questore della Camera, contraddistinguendosi per un taglio di 52 milioni di euro ai costi dell’assemblea

Federico D’Incà è stato invece analista di sistemi di gestione informatici in una società privata. Classe 1976, risiede nello stesso comune in cui è nato Daniele Franco, Trichiana appunto. Laureato in economia e commercio all’Università degli Studi di Trento, è tra i primi attivisti del Movimento Cinque Stelle nella provincia di Belluno. Deputato dal 2013, D’Incà diventa ministro durante il governo Conte II grazie alle sue doti di mediazione. Durante il suo incarico come questore della Camera, si è contraddistinto per un taglio di 52 milioni di euro ai costi dell’assemblea.

Brunetta torna a ricoprire il ruolo di Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione dopo la passata esperienza nel medesimo dicastero dal 2008 al 2011

E’ invece un’avvocatessa della Valdagno Erika Stefani. Il cursus honorum è quello della leghista purosangue: dapprima consigliere comunale, poi vicesindaco e assessore all’Urbanistica nel comune di Trissino, in provincia di Vicenza. Eletta senatrice per il Carroccio nel 2013, viene riconfermata nel 2018. E’ ministro degli Affari regionali e delle Autonomie nel Governo Conte I. Non ha invece bisogno di presentazioni il veneziano Renato Brunetta. Storico esponente di Forza Italia, Brunetta torna a ricoprire il ruolo di Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione dopo la passata esperienza nel medesimo dicastero dal 2008 al 2011. Suo il compito di sviluppare lo smart working.

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