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Covid: i taxi acquei di Venezia perdono il 98% del fatturato

A Venezia a causa del Covid il crollo dei fatturati dei taxi ha raggiunto le connotazioni del dramma economico. A rivelarlo, un preoccupante studio della CGIA di Mestre. Tra marzo 2020 e febbraio 2021 hanno perso il 98 per cento del fatturato

Se in tutte le città d’arte italiane il settore dei taxi ha subito pesanti perdite a causa della pandemia di Covid in corso, a Venezia la flessione ha raggiunto le connotazioni del dramma economico. A rivelarlo, un preoccupante studio della CGIA di Mestre. Quelli acquei in particolare tra marzo 2020 e febbraio 2021 hanno perso il 98 per cento del fatturato (pari a circa 37 milioni di euro). Tuttavia, poiché la crisi è ancora in corso, se si include anche marzo 2021, si arriva a una contrazione degli incassi di oltre 40 milioni di euro. Sempre nello stesso periodo di tempo, quelli su gomma hanno visto ridursi gli incassi dell’86 per cento (pari a quasi 6,9 milioni di euro). Ma se consideriamo anche gli effetti patiti lo scorso mese di marzo, i mancati ricavi sono pari a oltre 7,6 milioni di euro.

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Il comparto taxi nel Comune di Venezia annovera complessivamente 370 titolari di licenza.
Tra questi, 250 sono taxi acquei, altri 108 sono taxi su gomma e operano nella terraferma veneziana. Altri 12 taxi su gomma stazionano al Lido.

Se nel 2019 all’aeroporto di Venezia erano arrivati infatti 1,6 milioni di visitatori, l’anno scorso sono crollati a 5.653

Un settore, ricorda la CGIA, che vive quasi esclusivamente di turismo. E che, a seguito del crollo delle presenze, ha visto dissolversi la tipica domanda che si rivolge ai taxi. Lo studio, infatti, ha messo in evidenza che nel 2020 il traffico aereo di passeggeri negli aeroporti di Venezia Treviso è diminuito del 78% (-11,5 milioni di passeggeri). Anche le presenze turistiche legate alla croceristica si sono praticamente azzerate. Gli ultimi dati disponibili testimoniano un calo a Venezia del 99,6 per cento dei passeggeri. Se nel 2019 erano arrivati infatti 1,6 milioni di visitatori, l’anno scorso sono crollati a 5.653.

Sui 61,3 milioni di euro di perdita complessiva dei taxi veneti, 47,5 milioni (pari al 77,5 per cento del totale) è in capo ai titolari di licenza del Comune di Venezia

Per comprendere le dimensioni del tracollo, basti sapere che sui 61,3 milioni di euro di perdita complessiva di fatturato registrato sino a marzo 2021 da tutto il comparto taxi presente nel Veneto (costituito da 734 licenze), 47,5 milioni (pari al 77,5 per cento del totale) è in capo ai titolari di licenza del Comune di Venezia (contingente composto da 370 licenze).

“Per questo motivo – commentano da Radio Taxi Veneto Società Cooperativa – aspettiamo che tutte le istituzioni coinvolte si facciano carico della nostra situazione. In modo strutturale e non episodico”.

La redazione

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