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«Liberate Marco Zennaro» l’appello che si leva dal corteo acqueo di Venezia

Un corteo acqueo ha sfilato nella Laguna di Venezia per chiedere a gran voce la liberazione di Marco Zennaro, l’imprenditore ingiustamente imprigionato in Sudan

Sono ormai due mesi che Marco Zennaro è imprigionato in Sudan senza apparente motivo. I familiari, gli amici, ma anche tanti suoi concittadini chiedono risposte ma soprattutto chiedono la sua liberazione immediata. Ecco perché hanno organizzato, per domenica 30 maggio 2021, un corteo acqueo al grido unanime di: «Marco Libero».

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Nemmeno Gilda e Alvise, fratelli di Marco, si aspettavano una così grande risposta di popolo. Ma i veneziani si sono stretti attorno a Marco Zennaro e alla sua vicenda e così, si sono presentati in tantissimi per questo corteo acqueo di solidarietà. La manifestazione, in realtà, si è svolta n parte sull’acqua in bacino San Marco e in parte a terra alla Punta della Dogana.

Venezia intera si stringe attorno al suo figlio imprigionato, dalle barche sui canali ai drappi alle finestre, il messaggio è uno soltanto: “Forza Marco”

La manifestazione è stata promossa dalla remiera francescana ed è riuscita a raccogliere barche di diverse realtà, soprattutto quelle della tradizione lagunare. Ci sono tutte le associazioni remiere, ma anche piccoli scafi che mostrano orgogliosamente striscioni con la scritta “Riportiamo a casa Marco”. Nel punto di ritrovo di Punta della Dogana si distribuiscono magliette con la scritta “Marco Libero” o “Sosteniao Marco”.

Il corteo ha attraversato il Canal Grande, con tanto di alza remi al ponte di Rialto e a Ca’ Farsetti, sede del Comune. Cittadini e familiari, infatti, non erano soli, le autorità hanno fatto sentire forte e chiaro il loro sostegno. Molti i politici presenti, non solo locali ma anche nazionali. Inoltre, già da giorni, alle finestre di molte case di Venezia si potevano scorgere moltissimi drappi bianco con scritto in rosso “Forza Marco”.

Chi era Marco Zennaro? E perché è così sentita la vicinanza di tutta Venezia?

Marco Zennaro è un ragazzo che ama il rugby, tanto da essere un dirigente del Venezia Rugby, che voga alla veneta, che vive di tante passioni che accomunano i partecipanti alla manifestazione. È un imprenditore, nell’azienda di famiglia, la Zennaro Electrical Constructions, di Marghera. E da due mesi a questa parte, è prigioniero in Sudan, dove si era recato per un normale viaggio di lavoro, senza alcuna spiegazione.

Non appena ha messo piede a Karthum gli hanno sequestrato il passaporto e imprigionato, millantando illeciti fraudolenti, le accuse cambiano, si contraddicono. Secondo i familiari è solo un modo per estorcere denaro alla famiglia. Nonostante non sia stata formulata un’accusa formale, da allora è prigioniero in una cella che divide con altri 30 detenuti. «Dormo sul pavimento insieme ad altri detenuti e tutto a causa di una persona con cui non ho mai avuto alcun rapporto commerciale. Voglio tornare da mia moglie e i miei figli» dichiara in una breve telefonata che riesce a fare al Corriere del Veneto.

Una missione diplomatica del Ministero degli Esteri oggi in Sudan per la libertà di Marco Zennaro

«C’è stato un segno di grande attenzione da parte del governo per questa vicenda, che tutti abbiamo collaborato che ci fosse. Domani, una delegazione di un alto funzionario della Farnesina andrà in missione a Karthum, per cercare di capire cos’è successo. Noi abbiamo le idee abbastanza chiare su cosa sia successo. Da un contenzioso commerciale si è arrivati a un vero e proprio sequestro di persona» dichiara Nicola Pellicano, parlamentare, ai microfoni della Rai prima della manifestazione.

Quella di oggi, 31 maggio, è una data importante, infatti. È il giorno della missione del Direttore Generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie della Farnesina, Luigi Vignali, a Khartum. In cui il governo italiano chiederà chiarimenti circa questa insensata carcerazione, ma soprattutto di la liberazione di Marco Zennaro.

Possiamo solo sperare che lo farà con la stessa enfasi e lo stesso entusiasmo che si è levato ieri dalle numerosissime imbarcazioni che sono sfilate nella Laguna di Venezia.

Elisa Filomena Croce

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