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Scuola: Tutta la classe in quarantena se un alunno è positivo al covid

Nuove misure anti-covid: tutta la classe messa in quarantena se un alunno è positivo al covid fino al tampone negativo.

Tutta la classe in quarantena se un alunno è positivo al covid. Il Dipartimento di prevenzione della Regione Veneto, ha inspiegabilmente deciso di inasprire le regole per gestire i casi di positivi nelle scuole, nonostante la bassa virulenza della variante omicron e la bassa incidenza delle terapie in Veneto.

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La direttrice del dipartimento, Francesca Russo ha mandato una circolare dove vengono spiegati i nuovi protocolli da tenere negli istituiti che introducono l’obbligo di quarantena per tutti i compagni di classe dell’alunno positivo fino al primo tampone negativo.

Nuove regole per gestire i positivi nelle scuole: quarantena a tutta la classe fino al tampone positivo

Un grosso cambiamento, insomma. Fino alla settimana scorsa, in caso di contagio si attivava solo la Das ma non la quarantena. Dunque i ragazzi erano liberi di uscire dopo la lezione a distanza. Naturalmente, i ragazzi dovevano sempre fare un tampone per accertare il loro status.

Inutile dire che molti genitori sono insorti contro queste misure restrittive decisamente troppo rigide considerando che questa malattia non ha incidenza nei bambini, nonostante ci sia una forte pressione per vaccinare i più giovani negli ultimi tempi.

Quali sono quindi le nuove regole da seguire in casi di positività al covid a scuola?

Ricapitolando, che cosa scatta nel momento in cui si trova un positivo a scuola? Il preside e il referente covid avvisano il Servizio di prevenzione che attiva subito la quarantena per tutti i compagni di classe. Tutti a quel punto devono stare chiusi in casa e seguire le lezioni in Dad.

Dopo 48 ore dovrebbe (ma ci sono molti ritardi) essere previsto il tampone per tutti gli alunni coinvolti, dal cui risultato dipende il futuro della classe. Qualora tutti gli studenti siano negativi, allora si può tornare in classe a fare lezione normalmente. Se due o più studenti sono positivi, tutta la classe resta in Dad. Invece, se il positivo è uno solo (oltre quello che ha scatenato tutto) dipende: le elementari restano in Dad, alle medie gli alunni vanno distinti tra vaccinati e non vaccinati: i primi tornano in classe, gli altri restano in Dad.

Se questo sembra complesso bisogna anche aggiungere che gli organi preposti «possono prevedere misure aggiuntive e specifiche per le singole realtà interessate da situazioni epidemiologiche più impegnative» e «potranno prevedere la quarantena anche in presenza di un singolo caso o, quando necessario, la sospensione della didattica in presenza per l’intero plesso, in quanto indice di elevata diffusione virale».

I numeri dei contagi giustificano davvero queste procedure?

Ma i numeri dei contagi sono davvero così allarmanti da giustificare tali disposizioni? Se è vero che i dati sembrano proiettare il Veneto verso la zona gialla, è anche vero che le degenze ospedaliere, soprattutto quelle in terapia intensiva sono in calo.

Zaia ha ribadito che i ricoveri in terapia intensiva «sono un terzo di quelli ricoverati durante l’ondata dell’inverno scorso». Non solo, sta scendendo anche la curva dei contagi quotidiani: 3677 casi registrati. Prosegue intanto la campagna vaccinale, con 3521 persone coinvolte nella prima dose. In più, anche la campagna per la vaccinazione degli under 12 continua, sono ormai 18029 i minori vaccinati su 300 mila bambini.

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