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Caro bollette: per l’energia in Veneto aumento del 700%

Il caro bollette è una realtà che sta mettendo in ginocchio l’intera nazione e anche tutto il Veneto. Il costo dell’energia è ormai alle stelle. Ecco tutti i numeri

Il caro bollette è esploso improvvisamente, mentendo in ginocchio le già meste finanze degli italiani e dando il colpo di grazia alla sostenibilità del nostro comparto industriale. Secondo l’analisi condotta dal Corriere del Veneto, poi, la situazione è veramente drammatica. Il celebre quotidiano ha analizzato i dati consolidati di Terna sul 2020, partendo dalla produzione.

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Si parla delle 393 centrali idroelettriche delle Dolomiti che risalgono addirittura al Fascismo. Esse contribuiscono con una produzione energetica annua di 4.643 giga watt ora alla produzione nazionale. Almeno, questo è l’unico dato più o meno stabile. Gli altri, spiega il professor David Bolzonella dell’ateneo di Verona, sono molto meno stabili.

Il professor Bolzonella spiega la situazione dell’energia nel 2020 per spiegare anche la situazione attuale

«Sul fronte della produzione termoelettrica si arriva a poco più di 3 mila mega watt di potenza efficiente lorda, sull’eolico che, oggettivamente, in pianura padana pesa poco, si parla di un misero 13,4 mega watt che sale col fotovoltaico a 133.687 megawatt. Ma qui parliamo di fonti che non possono garantire, per loro stessa natura, continuità. Per non parlare del necessario abbinamento a sistemi di accumulo possenti» sostiene Bolzonella.

Per quanto riguarda il consumo di elettricità, il Veneto, nel 2020, ha avuto una richiesta di energia nel 2020 pari a oltre 30 mila giga watt/ora, 16.321 giga watt/ora in più rispetto alla produzione propria. Manca quindi il 54,2% del fabbisogno dell’intera regione. Si fa un po’ il paragone con l’anno della crisi petrolifera, il 1973.

Si guarda anche alle potenze straniere per poter ricevere l’energia che serve per alimentare la regione Veneto, in vista del caro bollette

«Al momento, su gas ed elettricità il Veneto può contare su quel 20% chiesto dagli obiettivi Ue, in prospettiva si potrà puntare a un 50% ma non basterà e comunque ci sarà bisogno di mega-batterie per l’accumulo. E anche sul fronte del risparmio energetico, la California insegna, possiamo sostituire tutte le lampadine a incandescenza del Veneto con dei led ed è giusto che lo si stia facendo, il problema di fondo, però, resta. Se siamo bravi, bravissimi, arriviamo al 15-20%» sempre Bolzonella.

Per quanto riguarda i settori che richiedono più energia. L’agricoltura chiede 810 giga watt/ora, i servizi invece 7.440, mentre il consumo domestico arriva a consumare il 25% (5.600). Il settore più dispersivo è sicuramente quello delle imprese con 15mila giga watt/ora. Se si controlla la suddivisione territoriale dell’energia, si può vedere che Verona, Vicenza, Treviso e Padova sono le province più energivore considerando la densità della popolazione e delle imprese. Ancora Bolzonella ci spiega la situazione dell’energia nelle varie province.

Il caro bollette del Veneto potrebbe forse essere combattuto con nuove energie e nuove frontiere dell’energia?

«Un fabbisogno enorme di energia che viene soddisfatto, ancora per l’80% in regione, proprio con gas e petrolio. Il petrolio meno ma il gas, abbiamo chiarito, è cresciuto del 700% in 12 mesi. E noi restiamo al 100% dipendenti dal gas della Russia. Ricordiamo che le nostre reti elettriche nascono con le centrali termoelettriche di Fusina e Porto Tolle dove arrivava una nave che scaricava il petrolio consentendo, con regolarità la nostra brava produzione fissa. I forni andavano 24 ore al giorno. Non è più così. Stiamo vivendo una transizione da una situazione storica a un’altra».

D’altra parte ci sono sempre le estrazioni in Alto Adriatico, che secondo molti sono pericolose eppure i croati continuano. E c’è sempre il nucleare di nuova generazione, che è però soggetto a tempi medio-lunghi, sempre ammesso che si superi il no referendario successivo a Chernobyl e si trovino i giusti investimenti, che dovrebbero essere nell’ottica dei miliardi.

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