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La Biennale di Venezia riparte dall’Architettura con “How will we live together?”

Si terrà dal 22 maggio al 21 novembre 2021 la 17a Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. Come curatore Hashim Sarkis, architetto di origini libanesi, oggi Professore e Preside della School of Architecture and Planning del prestigiosissimo Massachusetts Institute of Technology

Riparte dall’Architettura la Biennale di Venezia. E lo fa dal 22 maggio al 21 novembre, ai Giardini, all’Arsenale e a Forte Marghera, con la 17/a Mostra Internazionale di Architettura dal titolo “How will we live together?” a cura di Hashim Sarkis. La rassegna sarà aperta al pubblico, in piena sicurezza, nel rispetto di tutte le misure di prevenzione del contagio Covid.

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“How will we live together?” – prosegue il curatore Sarkis – è una domanda tanto sociale e politica quanto spaziale. Aristotele, quando si pose questa domanda per definire la politica, propose il modello di città. Ogni generazione se la pone rispondendo in modo diverso”

Hashim Sarkis, architetto di origini libanesi, è oggi Professore e Preside della School of Architecture and Planning presso il prestigiosissimo Massachusetts Institute of Technology. La sua chiave di lettura è eminentemente politica: “Abbiamo bisogno di un nuovo contratto spaziale. In un contesto caratterizzato da divergenze politiche sempre più ampie e da disuguaglianze economiche sempre maggiori, chiediamo agli architetti di immaginare degli spazi nei quali vivere generosamente insieme”.

“How will we live together?” – prosegue il curatore Sarkis – è una domanda tanto sociale e politica quanto spaziale. Aristotele, quando si pose questa domanda per definire la politica, propose il modello di città. Ogni generazione se la pone rispondendo in modo diverso. Più recentemente le norme sociali in rapida evoluzione, la crescente polarizzazione politica, i cambiamenti climatici e le grandi disuguaglianze globali ci fanno porre questa domanda in maniera più urgente. E su piani diversi rispetto al passato. Parallelamente, la debolezza dei modelli politici proposti oggi ci costringe a mettere lo spazio al primo posto. Forse, come Aristotele, a guardare al modo in cui l’architettura dà forma all’abitazione come potenziale modello di come potremmo vivere insieme.”

L’esposizione comprenderà opere di 112 partecipanti provenienti da 46 Paesi.

La redazione

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