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Angel Blu rifiuta il Blackface all’Arena di Verona: “è razzista, non canto”

Giustizia culturale o capricci progressisti? Ancora una volta l’Arena di Verona finisce al centro delle polemiche antirazziste. La Traviata di Giuseppe Verdi, da quando venne concepita, ha sempre avuto attori truccati in linea con i propri personaggi. Ma non ha tutti sta bene la tradizione teatrale. A meno che non compia una marcia indietro, la soprano Angel Blue non interpreterà il suo personaggio all’anfiteatro scaligero.

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La protesta di Angel Blu

In una lettera pubblicata ieri, 14 luglio, il soprano Angel Blue comunica il suo rifiuto di prender parte al novantanovesimo Opera Festival areniano. Il diniego segue la protesta della cantante, contro il trucco che colora di nero il volto degli attori di carnagione bianca. Il “blackface”, in realtà, non compare ne La Traviata in cui Angel Blue non intende recitare, ma nella Aida.

L’Aida etiope

In quest’altra opera in cartellone all’Arena, il personaggio di Aida è una principessa etiope. Inutile dire che in Etiopia, anche le principesse, hanno la pelle nera. Le ultime due attrici che di recente la hanno interpretata, però, sono bianche. Per avvicinarsi il più possibile allo storico personaggio musicato da Verdi, il volto delle protagoniste è stato dunque truccato di nero. Fin qui sembrerebbe una cosa normalissima…

Il blackface contestato

Per Angel Blu, però, “il blackface è offensivo, umiliante e assolutamente razzista”. Così la soprano motiva di non voler cantare ne La Traviata dell’Arena di Verona. “L’uso del blackface in qualsiasi circostanza, artistico o meno, è una pratica basata su tradizioni teatrali arcaiche che non hanno posto nella società moderna. Non vedevo l’ora di fare il mio debutto all’Arena cantando una delle mie opere preferite, ma in tutta coscienza non posso associarmi ad un’istituzione che continua questa pratica».

La Traviata si farà comunque

Nonostante le proteste antirazziste di Angel Blu, forse in cerca di maggior popolarità, questa sera La Traviata andrà in scena comunque. La parte di Violetta è stata affidata a Nina Minasyan. Per gli spettacoli in programma però il 22 e del 30 luglio, la Fondazione Arena di Verona dovrà trovare una sostituta della cantante capricciosa. Nel 2019, sempre all’Arena, la soprano Tamara Wilson si ritirò per lo stesso motivo. Chissà che anche dietro queste proteste, visti i tempi che corrono in città, non vi sia una più ampia regia.
Andrea Bonazza

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