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Andrea Contarini, il doge della profezia

Andrea Contarini

Andrea Contarini non voleva essere doge, ma quando lo divenne guidò la Serenissima con capacità e ingegno

Quando ad Andrea Contarini venne profetizzato che sarebbe stato Doge, ma che sotto il suo dogado la Serenissima avrebbe sofferto, cercò di evitare l’inevitabile. Quando, nel 1368, fu eletto Doge (nonostante avesse fatto di tutto per evitarlo) cercò di nascondersi per evitare le sue responsabilità.

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Eppure, la carica di Doge non si poteva rifiutare, secondo il diritto Veneziano. Così, Andrea fu ritrovato nascosto a Padova. E quando i notabili gli chiesero il motivo del suo gesto, egli raccontò della profezia di un indovino in Siria. Eppure, importò poco, perché assunse il dogado e lo mantenne fino al 1382.

Il dogado di Andrea Contarini non fu affatto rovinoso come previsto, anzi, la Serenissima uscì vincitrice

Nonostante le previsioni più infauste, il dogado di Andrea Contarini non fu affatto rovinoso. Anzi, sotto la sua guida Venezia riuscì a riportare importanti vittorie nella lotta contro la Repubblica di Genova. Acerrima nemica contro la quale la Serenissima era in lotta da tempo.

Eppure, in quel momento la sorte sembrava avversa ai veneziani. Infatti, la laguna era sotto assedio. Una condizione che mai nella sua storia la Srenissima aveva subito. Un pericolo inatteso che però Contarini riuscì a risolvere con una mossa audace.

Vittor Pisani si rivelò essere l’arma segreta per battere la Repubblica di Genova

Liberò Vittor Pisani, capitano generale da mar della Serenissima, amato da tutti i marinai veneziani, finito in carcere perché colpevole di una rovinosa sconfitta proprio contro i genovesi. Non appena lo videro, i marinai ritrovarono l’entusiasmo e la voglia di combattere.

Salito sull’ammiraglia, legato all’albero maestro, Contarini stesso guidò l’armata della Serenissima contro il nemico. I marinai, non potevano essere più galvanizzati di così. Avevano non solo il loro amato comandante, ma persino il Doge stesso combatteva al loro fianco, letteralmente.

Andrea Contarini, legato all’albero maestro dell’ammiraglia guidò Venezia alla vittoria

Infatti, legandosi alla nave, Contarini dichiarava la sua volontà di voler dividere in tutto e per tutto la sorte dei suoi soldati, dato che non poteva difendersi dalle frecce né correre a nascondersi. Era lì con loro, e per loro. E loro avrebbero combattuto per lui e per Venezia.

Eppure, nonostante la terribile profezia che aleggiava su di lui, Contarini uscì indenne dal combattimento, non riportando nemmeno un graffio. In più, le navi veneziane forzarono l’assedio genovese, conducendo la Serenissima alla vittoria finale della guerra contro Genova. La profezia di sventura, non si era avverata e la famiglia Contarini donò a Venezia ben otto dogi.

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