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Alessandro Cavarretta è morto dopo la prima dose di vaccino Pzifer: sospeso tutto il lotto

L’intero lotto a cui apparteneva la fiala inoculata ad Alessandro Cavarretta è stato sospeso

Morire dopo la prima dose di vaccino. È successo ad Alessandro Cavarretta, 51enne di Mira (Venezia), morto tre giorni dopo la prima dose di vaccino Pzifer. La madre non riesce a darsi pace e vuole giustizia, capire che cosa possa essere successo a suo figlio.

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Tutto il lotto a cui apparteneva la fiala che ha ucciso Alessandro ora è sotto esame. I Carabinieri hanno sequestrato un campione e lo analizzeranno per capire che cosa possa essere successo al drive through di Oriago dove Alessandro ha ricevuto la prima dose di vaccino.

L’autopsia e l’analisi della fiala di vaccino potrebbero far luce sulla morte di Alessandro Cavarretta

È stato il sostituto procuratore Giovanni Gasparini a dare ordine del sequestro, è lui il titolare dell’inchiesta per omicidio colposo. Al momento, però, non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati. Ma questo non toglie che le indagini ci saranno, e che anzi sono già cominciate.

Si spera che qualche risposta possa arrivare domani, giorno in cui è prevista l’autopsia che possa accertare la causa del malore che ha stroncato l’uomo tre giorni dopo aver ricevuto la prima dose. In contemporanea, procedono le analisi sulla fiala prelevata dal medesimo lotto che, in via precauzionale, è stato sospeso.

«Voglio sapere perché mio figlio non c’è più» la madre di Alessandro Cavarretta morto dopo la prima dose di vaccino Pzifer

Francesca Papania, la madre di Cavarretta, al Corriere del Veneto, racconta che: «Alessandro non era un no-vax, in famiglia siamo quasi tutti vaccinati e lui non era affatto preoccupato. Per questo non voglio che la sua morte venga strumentalizzata per motivi politici ma soltanto sapere perché mio figlio oggi non c’è più». E ancora: «Se qualcuno ha sbagliato è giusto che ne risponda in tribunale».

«Era un brav’uomo, sempre disponibile con tutti», ricorda Antonio, il fratello. «Lavorava come parcheggiatore ma aveva perso il posto dopo che l’azienda era entrata in crisi a causa della pandemia, e questo l’aveva messo in difficoltà. Mio fratello era un po’ depresso negli ultimi mesi, ma non aveva malattie e teneva sempre monitorato il suo stato di salute».

Il resoconto della famiglia su quanto successo dalla prenotazione del vaccino alla morte

Secondo quanto ricostruito dalla famiglia, Alessandro avrebbe dovuto fare la prima dose già il 17 agosto. Ma per colpa di un po’ di tosse l’avevano mandato a fare un tampone (risultato negativo) e spostato l’appuntamento al giorno successivo.

Dopo il vaccino era stanco, spossato e aveva gli arti un po’ gonfi. In più, la febbre saliva sempre di più, fino ad arrivare a 39°. La madre racconta di averlo accompagnato dal medico di base, che però li aveva tranquillizzati. Il gonfiore era colpa del sovrappeso, e un diuretico sarebbe bastato. La madre: «Forse se gli avesse consigliato di andare al pronto soccorso…».

La tragica fine di una vicenda senza senso: morire dopo la prima dose di vaccino

Tre giorni dopo, Alessandro era morto. La madre continua il suo racconto straziante: «ho trovato al mattino, accasciato sul letto, ho chiamato suo fratello e mia nuora Enza. Antonio ha cominciato a praticargli il massaggio cardiaco, seguendo le istruzioni che l’operatore del 118 gli impartiva al telefono, poi è arrivata l’ambulanza e i medici hanno provato in tutti i modi a rianimarlo, ma non ci sono riusciti».

Nel certificato di decesso si sottolinea l’edema agli arti inferiori, il che potrebbe essere collegato a una tromboembolia che dovrà essere confermata dall’autopsia. Ma quello che ora andrebbe capito è che cosa l’ha scatenata e soprattutto, che cosa si sarebbe potuto fare per salvargli la vita. Stroncata così, da qualcosa che dovrebbe essere innocuo e proteggere.

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