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Al via la sospensione per i medici che rifiutano il vaccino

Si temeva un tale scenario, e ormai è realtà. Per i medici che rifiutano il vaccino partirà a breve una sospensione e la sostituzione

Una tragedia annunciata, quella dei medici obiettori. Già nei mesi appena trascorsi era scattata una vera e propria “caccia all’uomo” per scovare tutti i medici che rifiutano il vaccino, per i quali oggi parte la sospensione vera e propria dalla professione.

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Tuttavia, i direttori generali dei vari ospedali, si trovano a essere in difficoltà e dichiarano di non poterli sostituire con neo assunti, perché sul mercato c’è penuria di professionisti del settore. Per chi proprio non può essere sostituito verrà previsto un tampone ogni 48 ore.

Partono le prime lettere di sospensione per i medici che rifiutano il vaccino, diversa la situazione nelle varie province venete

Ormai le prime lettere di sospensione sono partite. È scaduto il tempo che i medici obiettori avevano per ottemperare all’obbligo di vaccinarsi contro il Covid-19. Si parla dei dipendenti dell’USL Dolomiti, ovvero 21 medici ospedalieri, tra cui 16 medici di base, pediatri e specialisti, 216 infermieri e operatori sanitari e tecnici di laboratorio.

Dal 1° agosto, chi non si sarà sottoposto alla vaccinazioni sarà sospeso. Il direttore generale Maria Grazia Carraro, riporta, sul Corriere del Veneto, che: «Non sarà facile trovare soluzioni per non interrompere i servizi ci stiamo lavorando. La commissione istituita per vagliare le posizioni dei dipendenti sta verificando di nuovo ogni singolo caso. Non c’è più margine, è una decisione non facile ma ineluttabile».

Penuria di medici con cui sostituire gli obiettori, ecco perché si procede a rilento

La carenza di personale sanitario è proprio il punto di snodo di tutta la questione, che permette ai medici obiettori di portare avanti la loro libera scelta. Una carenza che risale a ben prima della pandemia. Infatti, già nel 2018 si denunciava, in Veneto, la mancanza di ben 1300 specialisti.

Un dato confermato dal fatto che l’USL Veneto Orientale non ha ancora sospeso nessuno degli 80 medici obiettori, e l’USL Marca trevigiana inizierà solo la prossima settimana. L’annuncio viene direttamente dal direttore generale Francesco Benazzi.

Lettere di diffida e tamponi ogni 48 ore, diverse soluzioni nelle diverse province

«Da lunedì partiranno le lettere di diffida a liberi professionisti, medici e pediatri di libera scelta: o si vaccinano o saranno sospesi. Manderemo agli Ordini di medici e infermieri gli elenchi degli iscritti da sospendere, che secondo la commissione al lavoro sono circa 200. Una sessantina sono medici ospedalieri, 25 dei quali si sono vaccinati, altri hanno presentato il certificato per l’esenzione. Vaglieremo l’elenco entro metà settimana».

L’USL Serenissima, invece, adotterà una misura diversa. Invece di procedere con una sospensione verso i medici che rifiutano il vaccino organizzerà dei tamponi ogni 48 ore. Il provvedimento è ben spiegato dal direttore generale Edgardo Contato: «Ci muoveremo di concerto con le altre aziende sanitarie e la Regione, il problema è però enorme. Se saremo nelle condizioni di non garantire il servizio, prima di sospendere i sanitari c’è la possibilità di applicare i criteri del Green Pass e quindi di sottoporli a test anti-Covid ogni due giorni». 

Il tentativo di recupero tramite un appuntamento vaccinale fissato direttamente dall’azienda ospedaliera: sono pochissimi i medici che rispondono

Sono 540 i dipendenti della USL Serenissima che non si sono ancora vaccinati. L’azienda sanitaria ha mandato una diffida, fissando per ognuno di loro un appuntamento per il vaccino in uno degli hub dedicati. Ma in pochi stanno rispondendo all’invito. Sempre Contato, rivela che sarebbe difficilissimo sostituirli perché mancano le figure professionali per le nuove assunzioni.

Per quanto riguarda l’USL Euganea, che ha ben 4428 sanitari che rifiutano il vaccino, la situazione è ancora più complessa. Paolo Fortuna, direttore generale, esprime la sua preoccupazione: «Se non emergeranno comprovate valide motivazioni, scatterà la sospensione. Il che mi preoccupa, perché comporta una difficile riorganizzazione».

L’USL Polesana, conta invece solo un centinaio di medici e operatori sanitari obiettori. Il direttore sanitario, Patrizia Simionato, sostiene che:«Sarà analizzato caso per caso, per valutare la fondatezza delle giustificazioni trasmesse fino ad allora non possiamo sapere chi sarà interessato da eventuali provvedimenti. Non è una scelta nostra, ma una disposizione di legge».

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