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Emergenza Covid: l’aeroporto di Venezia perde il 75% dei passeggeri

L’ENAC pubblica i dati del traffico aereo 2020, che certificano il crollo del traffico aereo verificatosi nel 2020 a causa pandemia: e l’aeroporto di Venezia, con un -75,8% di passeggeri è andato peggio della media italiana

L’ente per l’aviazione civile, l’ENAC, pubblica i dati del traffico aereo 2020, che certificano il crollo del traffico aereo verificatosi nel 2020 causa pandemia. E l’aeroporto di Venezia, con un -75,8% di passeggeri (sono stati 2.785.673) a causa del Covid è andato peggio della media italiana (-72,5%). Perdendo anche una posizione nella classifica nazionale: nel 2020 è quinto, superato da quello di Catania. Il trend si nota chiaramente osservando i dati mensili del Marco Polo. Hanno viaggiato oltre 630 mila passeggeri a gennaio 2020, quasi 610 mila a febbraio, poi il calo con 79 mila passeggeri a marzo e il crollo con il record negativo di aprile, 3.081 passeggeri in tutto il mese.

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Sono stati 52.759.724 i passeggeri transitati negli aeroporti italiani nel 2020, tra traffico nazionale e internazionale, con un decremento rispetto al 2019 del -72,5%

Nel corso dell’anno analizzato, il traffico aereo è stato fortemente condizionato dal Covid che ne ha causato una forte contrazione, non solo all’aeroporto di Venezia ma in tutta Italia. In linea quindi con quanto registrato nel resto del mondo. Sono stati 52.759.724 i passeggeri transitati negli aeroporti italiani nel 2020, tra traffico nazionale e internazionale, con un decremento rispetto al 2019 del -72,5%. Il traffico nazionale, con i suoi 25 milioni di passeggeri ha registrato una diminuzione più moderata, -61,1%, rispetto al traffico internazionale, -78,3%, con un totale di circa 27.700.000 passeggeri.

“Una diminuzione media del –72,5% di traffico aereo con punte di oltre il -90% in alcuni
momenti dell’anno – ha commentato il Direttore Generale dell’ENAC Alessio Quaranta – è
un fenomeno mai registrato nell’aviazione civile moderna che, al contrario, ha avuto una
crescita più o meno costante nel tempo. Dobbiamo pensare al presente e al futuro del
settore, puntando sulla domanda e sulla voglia di ricominciare a viaggiare per turismo e
per affari”.

La redazione

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