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Ad Abano Terme due eclettiche collezioni d’arte in scena a Villa Bassi Rathgeb

Particolare de "La dama del lago", di Cesare Laurenti

Moretto da Brescia a fianco di de Chirico. Baschenis con Severini, Soffici, Melotti, Guttuso, Parmiggiani o Dorazio. E’ la mostra “Seicento – Novecento. Da Magnasco a Fontana. Dialogo tra due collezioni”. Due ricche collezioni d’arte che si uniscono a Villa Bassi Rathgeb, ad Abano Terme

Riapre la mostra “Seicento – Novecento. Da Magnasco a Fontana. Dialogo tra due collezioni”. Opportunità unica di ammirare i capolavori riuniti nella splendida cornice di Villa Bassi Rathgeb ad Abano Terme.

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La mostra offre spunti, stimoli, emozioni. A cui concorre anche la Villa, con i suoi affreschi, stucchi, arredi

Moretto da Brescia a fianco di de Chirico. Baschenis con Severini, Soffici, Melotti, Guttuso, Parmiggiani o Dorazio. La mostra offre spunti, stimoli, emozioni. A cui concorre anche la Villa, con i suoi affreschi, stucchi, arredi. Virginia Baradel ha scelto di “entrare con il passo dell’amatore” nelle collezioni Bassi Rathgeb e Merlini. La prima, formata da tre generazioni di notabili bergamaschi, Alberto Rathgeb, Giuseppe Bassi Rathgeb e Roberto Bassi Rathgeb, venne donata da quest’ultimo al Comune aponense celebre per le cure termali. A cui era legato da lunga e prediletta consuetudine. Una collezione eclettica. Con opere riconducibili alla vocazione familiare rivolta al ‘600-‘800 lombardo e bergamasco in particolare. E che annovera inoltre sculture e reperti archeologici, argenti, mobili e arredi.

Le due collezioni presentano il medesimo profilo di pregio artistico

Assai nota e celebrata è invece la collezione di arte contemporanea di Giuseppe Merlini. Formata da una galleria così ampia e cospicua di pezzi, da prestarsi a instaurare dialoghi e corrispondenze inedite con opere e luoghi di altre epoche. Pur nell’evidente diversità, le due collezioni tuttavia sono state formate entrambe con opere dettate dal gusto personale del collezionista. E dai rapporti di stima e, spesso, di amicizia intrattenuti con gli artisti. Le due collezioni presentano il medesimo profilo di pregio artistico orientato esclusivamente dalla soggettività.

L’Assessore alla Cultura di Abano Terme Cristina Pollazzi annuncia inoltre “l’imminente arrivo di un ospite illustre. Che impreziosirà ulteriormente questa già ricca esposizione. Si tratta dell’affascinante tela di Cesare Laurenti, l’artista che affrescò il perduto capolavoro Liberty del ristorante Storione a Padova, intitolata “La Dama del Lago”. Un ritratto di grande bellezza che immortala una giovane aristocratica che abitava in una villa sul Lago di Garda. L’opera giungerà in Villa Bassi in concomitanza con la Festa della Mamma e continuerà ad essere proposta all’ammirazione del pubblico per l’intera durata dell’esposizione”.

“Un duetto che rende ancor più eclatante il tema del confronto su cui si basa la mostra. Entrambi i due Cesare ricorrono alle rose come simbolo di una femminilità romantica”

Virginia Baradel, che con Mariella Gnani cura la mostra di Villa Bassi, presentando il magnifico olio afferma che “Laurenti dimostra in questo dipinto, databile alla fine del XIX secolo, le sue indiscusse doti di ritrattista. Capace di cogliere non solo la bellezza muliebre e giovanile della nobile dama, ma anche di saper creare un allure di romanticismo luminoso, positivo, privo di tormenti e punteggiato di rose vermiglie. Per queste qualità il ritratto, sinora inedito, si pone come contraltare alla fanciulla malinconica, di Cesare Tallone in collezione permanente. Un duetto che rende ancor più eclatante il tema del confronto su cui si basa la mostra. Entrambi i due Cesare ricorrono alle rose come simbolo di una femminilità romantica. Ma lo spirito della dama di Laurenti è pieno di grazia e di vigore, le gote e le labbra rosse mentre la fanciulla di Tallone è pallida e abbandonata sullo schienale della poltrona.”

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