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A Venezia i commercianti stracciano le bollette luce e gas

Un centinaio di manifestanti, tra imprenditori e commercianti, hanno protestato questa mattina a Venezia, nel centro di Mestre, strappando le tanto contestate bollette di gas e luce. La protesta si unisce al lungo coro di malcontento che sta in queste ore gridando in tutto il Veneto per protestare contro gli insostenibili costi dell’energia.

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Non spegnetevi, non spegnete la città

Durante le manifestazioni venete di stamani, dal inequivocabile titolo: “Non spegnetevi, non spegnete la città”, hanno aderito varie associazioni di categoria rappresentate in Camera di commercio. I commercianti scesi in piazza hanno simbolicamente stracciato le copie delle ultime onerose bollette di luce e gas. Le bollette oggetto della protesta sono poi state gettate dai commercianti all’interno di un grosso calderone e date alle fiamme, sinonimo di una situazione divenuta ormai insostenibile per migliaia di famiglie e imprese.

foto: il Gazzettino

Fuoco alle bollette di luce e gas

Massimo Zanon, presidente della Cciaa di Venezia, dipinge ai microfoni dell’Ansa una situazione davvero preoccupante. “La nostra area corre il rischio di essere messa a ferro e fuoco – ha avvertito Zanon – Ci sono mille ricette che il Governo potrebbe mettere in atto, ma che hanno sempre la prospettiva nel dopodomani. Non è più possibile aspettare. La politica deve governare nell’interesse dello Stato, dei cittadini, delle famiglie e delle imprese più piccole – ha concluso – per mettere un freno alla pandemia energetica”.

L’appello trevigiano

Un altra protesta arriva da Eureka, la società di Castelfranco Veneto che gestisce il servizio di lavanderia industriale in ospedali e in centinaia di residenze per anziani. “Si blocchino i pagamenti delle bollette di luce e gas, altrimenti non possiamo garantire la nostra collaborazione”. L’allarmante appello del presidente di Eureka, Enrico Pozzobon, è diretto al prefetto di Treviso ma in queste ore ha raggiunto tutte le cariche istituzionali della provincia.

Nel Bellunese chiudono gli stadi del ghiaccio

Anche all’ombra delle Dolomiti infuria la protesta contro il caro-bollette che mette a rischio anche le gare di pattinaggio e il campionato di Hockey. Mobiltazione anche ad Alleghe, dove le società sportive manifesteranno domenica davanti allo stadio, dopo la chiusura del palaghiaccio a causa dei rincari energetici di luce e gas. Anche quello di Tai di Cadore è destinato a chiudere, e pure le strutture di Val di Zoldo e Cortina non hanno certezze sulla riapertura.

Proteste anche a Padova

Busitalia, il gestore del servizio di trasporto pubblico padovano, dovrà necessariamente provvedere a nuovi tagli delle corse. In un vertice con Comune e Provincia a Palazzo Moroni, Busitalia ha spiegato le enormi difficoltà legate alla ricerca di almeno 50 autisti e ai continui aumenti dei costi di gestione, compresi luce e gas. Inutile dunque alzare il prezzo dei biglietti, soluzione che potrebbe non essere sufficiente.

Andrea Bonazza

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